Nigeria, massacro a Kano: più di 120 morti

La serie di attentati coordinati che hanno scosso venerdì sera Kano (nord), seconda città della Nigeria, ha fatto almeno 120 morti secondo un nuovo bilancio stabilito sabato mentre dei cadaveri giacevano per le strade. Il Daily trust, primo quotidiano nel Nord, ha riportato che un portavoce del gruppo islamico Boko Haram avrebbe rivendicato gli assalti. Queste violenze sopraggiungono in un contesto di attacchi che si moltiplicano attribuiti a questo gruppo che ha rivendicato gli attentati di natale.

Qualche ora dopo questi attacchi, due esplosioni si sono verificate nella città di Yenagoa (sud), nello stato del presidente Goodluck Jonathan, senza fare vittime, secondo le autorità locali. Secondo la polizia di Kano, otto siti sono stati colpiti da attacchi mirati e coordinati, si tratta di uffici della polizia dei servizi di immigrazione e anche la residenza di un responsabile della polizia. Una ventina di esplosioni si sono susseguite venerdì sera a Kano nello spazio di qualche minuto, gli abitanti poi si sono dati alla fuga. Un abitante di Kano ha dichiarato di aver visto 16 corpi distesi in una via del proprio quartiere in cui si sono verificati gli attacchi. Queste venti uccisioni si aggiungono agli otto morti di venerdì sera secondo numerose fonti. La fonte poliziesca stima che il numero di morti sia circa di una decina e molti civili sono rimasti coinvolti. Un giornalista nigeriano del canale televisivo privato nigeriano Channels è purtroppo deceduto lavorando proprio su questi eventi. Numerosi attacchi associati alla setta islamica Boko Haram e spesso rivendicate proprio da quest’ultima hanno scosso il paese in questi ultimi mesi. Toccando essenzialmente il nord est e Kano per ora risparmiata. Il presidente Goodluck Jonathan ha decretato lo stato di urgenza nella parti di quattro stati il 31 dicembre, dopo una valanga di attacchi attribuiti proprio a Boko Haram che anno provocato una decina di morti. Questa setta islamica ha rivendicato degli attentati che riguardavano le chiese nel giorno di natale. Il più corposo di essi è senz’altro quello di Abuja (capitale) in cui sono morte 44 persone, rivendicando anche l’attentato suicida di agosto 2011 contro la sede delle Nazioni Unite sempre ad Abuja. Le recenti ripetute violenze hanno fatto temere delle rappresaglie di cristiani. La Nigeria, con il numero maggiore di popolazione in Africa e primo produttore di petrolio del continente, conta 160 milioni di abitanti di cui circa la metà musulmani che risiedono nel Nord e cristiani che si trovano invece per la maggior parte nel Sud.     

Manuel Giannantonio

21 gennaio 2012

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