Stati Uniti: è morto il paziente affetto dal virus ebola ricoverato a Dallas

Stati Uniti: è morto il paziente affetto dal virus ebola ricoverato a Dallas

Il primo paziente ad essere stato diagnosticato come malato di ebola è morto mercoledì a Dallas, come annunciato dal Texas Health Presbyterian Hospital, dove il paziente era ricoverato.

indexIl liberiano aveva soggiornato nel suo paese di origine prima di atterrare sul territorio americano, il 20 settembre, senza presentare nessun sintomo riconducibile alla malattia. Soltanto quattro giorni dopo hanno iniziato a manifestarsi i primi sintomi . Thomas Eric Dundan è stato posto in isolamento il 28 settembre.  La salute del paziente si è degradata alla fine della settimana scorsa. È stato attaccato ad un respiratore artificiale e sottoposto a dialisi da martedì. Beneficiava di un trattamento sperimentale da sabato. Il retro virale usato su di lui impediva al virus di moltiplicarsi. Il suo caso è ora oggetto di test clinici. Le autorità sanitarie sono preoccupate di eventuali contagi. Il liberiano ha potuto contaminare altre persone. Il paziente inoltre è stato anche in contatto con alcuni pazienti presso le autorità sanitarie.

La Casa Bianca ha annunciato mercoledì dei controlli rinforzati all’interno di cinque aeroporti nel paese, dove atterrano la maggior parte delle persone provenienti dalla Liberia, dalla Sierra Leone e dalla Guinea. Sia l’aeroporto JFK (NYC), sia Newark (New Jersey), Dulles (Washington), e gli aeroporti internazionali di Atlanta e di Chicago soggetti a queste nuove normative. Secondo le stime di Washington, il 94% dei passeggeri che si recano negli States transitano in questi cinque aeroporti, ovvero circa 10 passeggeri al giorno. Evocando la possibilità di controlli complementari, il Presidente Barack Obama aveva evidenziato i rischi di un’epidemia nel paese come “molto deboli”.

Il segretario di Stato americano, John Kerry, ha lanciato un appello alla comunità internazionale. Durante una conferenza stampa ha evocato l’aiuto delle nazioni del mondo per combattere questa “crisi mondiale urgente”.
Inoltre, la rappresentante speciale del segretariato generale dell’ONU, Karin Landgren, ha annunciato mercoledì che un membro del personale straniero della Missione delle Nazioni Unite in Liberia ha contratto l’Ebola. L’identità e la nazionalità di questa persona tuttavia non è stata comunicata.

La settimana, scorsa, l’ONU annunciava anche la morte di un impiegato liberiano appartenente alla stessa missione. Nell’ultimo bilancio redatto dall’Organizzazione, i morti sono 3 789 su 8 033 casi, dei quali la metà in Liberia.

Di Manuel Giannantonio  
([email protected])
9 Ottobre 2014

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