Afghanistan: Sette civili uccisi a Kandahar

Sette civili afgani sono rimasti uccisi nel corso di un attentato suicida all’aeroporto di Kandahar, città principale dell’Afghanistan storico bastione dei ribelli. Questo attentato si è concretizzato il giorno dopo due attacchi nella vicina provincia di Helmand, attacchi che hanno ucciso 17 persone, nel quadro dei servizi di intelligence e quattro poliziotti, ferendone altri 20. “Sette civili, di cui due bambini, sono stati uccisi nell’attentato suicida.

Altri otto di cui due bambini e una donna, sono feriti” ha dichiarato il porta parola della autorità provinciali, Zlamav Ayoib. Il precedente bilancio riguardava 6 morti. Secondo alcuni testimoni, il kamikaze ha tentato di mandare il suo minibus contro i veicoli delle forze dell’Otan in Afghanistan (Isaf) che uscivano dal vasto complesso in cui si trova l’aeroporto civile e militare. Il bersaglio era un veicolo blindato delle forze straniere secondo il porta voce dei talebani, Qari Yousuf Ahamadi, che ha immediatamente rivendicato l’attacco per telefono da un luogo sconosciuto. Il comandante dell’esercito afgano nel sud del paese, il generale Hamid Wardak, aveva previsto un attacco proprio contro le forze straniere all’ingresso dell’aeroporto di Kandahar. Un porta voce dell’Otan invece ha indicato che nessuna vittima coinvolta era straniera. Kandahar, città nel sud dell’Afghanistan era la capitale del regime dei talebani (1996-2001) cacciati dal potere alla fine del 2001, grazie all’intervento di una coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti. Gli attentati suicidi e le bombe artigianali sono il loro marchio. Recentemente i talebani si sono dichiarati pronto ad aprire un ufficio di rappresentanza all’estero in vista di eventuali discussioni di pace con gli Americani in cambio, tuttavia con la liberazione dei loro prigionieri detenuti nel carcere americano di Guantanamo. Non hanno comunque interrotto gli attacchi per il momento.

Manuel Giannantonio

20 gennaio 2012

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