Iran: Unione Europea pronta all’embargo del petrolio e nuove sanzioni

Passo indietro dell’Iran sulla questione “Stretto di Hormuz”, il ministro degli Esteri, Ali Akbar Salehi, nel corso di una visita in Turchia ha affermato: “Noi vogliamo pace e tranquillità. Ripeto che l’Iran non ha mai cercato nella sua storia di intralciare questa importante rotta marittima”. Salehi ha però invitato “tutti i Paesi della regione a non lasciarsi trascinare in una posizione pericolosa”.

Questa dichiarazione arriva dopo che il segretario di Stato Usa, Leon Panetta aveva affermato che Washington era pronto a qualsiasi tipo di confronto con l’Iran sulla questione dello stretto di Hormuz. Smentite invece dalla portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Victoria Nuland,  le voci di possibili negoziati Usa-Iran sulla questione nucleare.
Per lunedì prossimo però a Bruxelles i ministri degli Esteri dell’Ue dovrebbero decidere il congelamento dei beni della Banca Centrale iraniana, attraverso cui Teheran riceve i pagamenti per l’export di petrolio, e approvare un embargo petrolifero graduale. Alain Juppè, capo della diplomazia francese, ha affermato: “Riusciremo a trovare un accordo sui due punti”.
L’embargo petrolifero è previsto entro luglio, perfino il ministro degli Esteri australiano, Kevin Rudd, ha invitato “gli amici a Pechino e in altri Paesi asiatici a riflettere seriamente” sull’opportunità di unirsi all’embargo petrolifero per modificare la politica nucleare iraniana.
Ricordiamo che l’Iran ha un ultimatum, che scadrà il prossimo mese di marzo per presentare all’Onu il suo piano nucleare.

Enrico Ferdinandi

20 gennaio 2012

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