Pakistan: presidente davanti alla corte suprema

Il primo ministro del Pakistan Yousuf Raza Gilani compare oggi di fronte alla corte suprema per non aver voluto, dopo due anni, riaprire dei casi giudiziari di corruzione contro l’impopolare presidente Asif Ali Zardari. La fermezza della giurisdizione suprema sottopone a particolari difficoltà un capo di stato e il suo governo, accusato di corruzione e di errata gestione governativa.

Se il primo ministro non si piega di fronte all’ingiunzione della corte, una condanna lo costringerebbe a dimettersi. In un breve discorso introduttivo a la corte, Yousuf Raza Gilani a ricordato che in ogni caso, il capo di stato godeva di una totale immunità giudiziaria. La giurisdizione suprema aveva annullato nel 2009 un decreto generale del 2007 che esonerava Zardari di appropriazione indebita di fondi pubblici trasferiti su un conto privato in svizzera. Ha richiesto ufficialmente al governo e alla giustizia svizzera di aprire la procedura giudiziaria, cosa che non è mai stata concretizzata. Accusato dalla corte suprema di oltraggio alla corte e convocato giovedì, il primo ministro Yousuf Gilani ha finalmente deciso di comparire in aula. Il suo avvocato ha ovviamente respinto l’accusa, ma spiegando che il governo non poteva chiedere senza rischi, alle autorità svizzere di aprire un inchiesta giudiziaria perché quest’ultimo godeva di immunità giudiziaria in qualità di capo di stato. Il procuratore di Ginevra nel 2010 aveva già stimato che non poteva aprire il dossier proprio in virtù della posizione ricoperta da Zardari. Giovedì mattina Gilani è arrivato sorridente e apparentemente disteso salutando addirittura le decine di televisioni presenti sul luogo prima di entrare nell’edificio. In seguito ai commenti del suo avvocato sull’immunità presidenziale, gli analisti ed esperti stimano che Gilani non vuole assolutamente rischiare una dimissione forzata e nemmeno i sei mesi di prigione che dovrebbe patire per oltraggio alla corte e che chiederà effettivamente alla Svizzera di aprire l’inchiesta. L’avvocato infatti ha dichiarato “ Non sarà un grande problema depositare una lettera alle autorità elvetiche”. In seguito ha anche dichiarato : “ Nella nostra costituzione, il presidente gode dell’immunità giudiziaria, non abbiamo nessuno dubbio al riguardo. Abbiamo sempre dimostrato rispetto nei confronti della giustizia ed io sono qui presente ora solo per la giustizia e rispetto nei confronti della corte”. In seguito a queste dichiarazioni la parola è stata ceduta al suo avvocato. Il capo del governo ha poi dichiarato “ Non è un buon esempio quello di perseguitare un presidente eletto dai due terzi della maggioranza nel 2008”. L’esercito che ha diretto direttamente il paese per più di metà della sua esistenza fino al colpo di stato è sospettato dai governatori e dai civili nelle ultime settimane di preparare proprio un nuovo golpe. Questa ipotesi è stata però scartata ed eliminata da numerosi analisti che stimano che l a pressione attuale sul governo e sul presidente, da parte dell’esercito e della giustizia, possa piuttosto concretizzare l’eventualità di elezioni legislative anticipate.

Manuel Giannantonio

19 gennaio 2012

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