Birmania: ufficiale la candidatura di Suu Kyi

Il leader dell’opposizione Birmana Aung Saan Suu Kyi ha depositato nella giornata di mercoledì la propria candidatura alle prossime elezioni legislative parziali che si svolgeranno il 1° aprile, per la prima volta nella sua vita. Il premio Nobel per la pace del 1991 si presenta per la Lega Nazionale per la Democrazia (LND) nella circoscrizione di Kawhmu, nei pressi di Rangoun. La leader del partito già costretta agli arresti domiciliari nel corso delle elezioni del 1990, occasione in cui la LND umiliò il regime militare riportando ben 392 dei 485 seggi disponibili. Un risultato troppo eclatante e degradante per poter essere onorato secondo il regime militare birmano degli anni 90.

Fu finalmente liberata nel 2010 in seguito alle elezioni di novembre del 2010, quando per la prima volta i birmani sono stati chiamati a designare, per la prima volta in  vent’anni delle assemblee nazionali e regionali, di cui il 25% dei seggi sono riservati agli uffici militari. Il partito fondato dalla giunta allora al potere aveva ottenuto una schiacciante vittoria anche se l’Occidente si è dichiarata poco convinta della regolarità dello svolgimento delle operazioni. Ma dopo la giunta al potere nel corso di un mezzo secolo, si è dissolta e trasferito i suoi poteri nel marzo scorso a un governo di natura civile, controllato da militari. A dirigere questa nuova squadra il presidente Thein Sein che nel corso degli ultimi mesi ha moltiplicato le spettacolari riforme, permettendo il ritorno al cuore del gioco politico di Aung San Suu Kyi, che gli ultimi vent’anni li ha passati privata della libertà, diritto fondamentale dell’uomo. Questa donna sta per affrontare una fase storica senza precedenti nel processo di politicizzazione dello stato birmano che sta sempre di più, per necessità economica e non solo, completando il processo di civilizzazione in virtù della richiesta avanzata dalla diplomazia internazionale.  

Manuel Giannantonio

19 gennaio 2012

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