Siria: in arrivo nuove sanzioni dall’Unione Europea

Mercenari fuori controllo, bambine di pochi mesi morte in carcere o nel corso di violenze repressive, scontri efferati che non hanno altro scopo che lo spargimento di sangue, osservatori che non osservano, o forse non possono osservare quanto succede, membri del parlamento che fuggono in Egitto, membri dell’esercito che disertano e vengono fucilati, almeno 6.000 persone morte dallo scorso mese di marzo ed un regime che non vuole mollare il suo potere: questo è solo un quadro parziale della situazione siriana.

Ieri il ministro degli Esteri Terzi ha ribadito che è urgente un tempestivo intervento dell’Onu volto a fermare quanto sta succedendo in Siria e che l’Italia è pronta a sostenere gli attivisti con aiuti umanitari.
L’Unione Europea ha risposto annunciando nuove sanzioni contro la Siria: “Fino a quando la repressione continuerà, rinforzeremo le misure restrittive”. Ha annunciato una fonte. Le misure porteranno sul gelo di beni e proibizioni di visti in Europa, per allungare ulteriormente la lista nera esistente. Si tratta dell’undicesima ondata di sanzioni europee. Il ministro degli Esteri russo, Sergehi Lavrov, ha ricordato che la sua nazione è pronta a porre il veto al Consiglio di sicurezza dell’Onu sulle sanzioni. In molti hanno già parlato di una nuova guerra fredda tra Russia e Usa (che altresì sono a favore di interventi volti a fermare quanto avviene in Siria) ma Lavrov ha assicurato che le due nazioni non si trovano affatto sull’orlo di una nuova Guerra Fredda e ha aperto al dialogo con Washington.

Ricordiamo ai nostri lettori che queste sanzioni rivolte alla Siria riguardano l’interdizione di esportare verso la Siria equipaggiamenti destinati all’industria del gas e del petrolio o di tecnologie che permettono il controllo delle comunicazioni su internet e telefoniche. Difatti lo scorso mese di novembre il regime aveva ingaggiato una società lombarda, l’Area, per l’istallazione di dispositivi in grado di monitorare il traffico web in entrata ed in uscita. Una repressione che focalizza i suoi attacchi anche sul web, simbolo di un nuovo modo di comunicare e di trasmettere informazione, mezzo che più di tutti ha permesso il nascere della “primavera araba”.
Ieri sono morte circa 40 persone nel corso di scontri fra forze lealiste ed oppositori. Come detto un intervento tempestivo è necessario quanto prima.

Enrico Ferdinandi

19 gennaio 2012

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