Siria: regime contro presenza osservatori nelle “zone militari”

Ieri la Russia aveva presentato una nuova bozza di risoluzione per la situazione siriana all’Onu. La Russia, lo ricordiamo, è l’unica nazione (insieme all’Iran) ad aver dichiarato apertamente il suo sostegno al regime del presidente siriano Assad. Quest’oggi la Francia, tramite  il portavoce del Quai d’Orsay, Romain Nadal, ha bocciato la bozza presentata ieri dalla Russia definendola: “molto lontana dalla realtà della situazione in Siria”.

La nuova bozza presentata ieri alle Nazioni Unite non presenta grandi differenze con quella già presentata lo scorso mese di dicembre, in entrambe si evidenzia come le violenze del regime siano pari a quelle dell’opposizione. Realtà questa, quella proposta dalla Russia, differente da quanto emerso, soprattutto in queste ultime settimane. La repressione continua a provocare vittime ogni giorno, il regime comincia a perdere “pezzi” (già tre membri del governo hanno abbandonato il paese e si trovano in esilio in Egitto) e i mercenari assoldati lo scorso mese di marzo per placare le rivolte non rispondono più agli ordini di Damasco, provocando ondate di violenza senza precedenti.

Intanto è previsto per questa settimana  (22 gennaio) il rapporto degli osservatori della Lega Araba sul comportamento del governo di Damasco. È stata proposta dalla Lega Araba prima di questa data un’estensione  della missione di monitoraggio, il governo di Assad ha affermato che non accetterà l’ampliamento del suo mandato, soprattutto di non far entrare gli osservatori in quelle che sono definite “zone militari”. Una fonte governativa ha affermato: “Il risultato dei contatti che sono avvenuti la scorsa settimana tra la Lega Araba e la Siria è che la Siria non dirà no al rinnovo della missione di monitoraggio araba per un altro mese (…) se i ministri degli esteri arabi lo chiederanno al prossimo vertice”.

Inoltre in un comunicato stampa del ministero degli Esteri diffuso dall’agenzia Sana il regime condanna quanto detto alcuni giorni fa dall’emiro del Qatar, Hamad al Khalifa al Thani, che aveva preso in considerazione la possibilità di inviare truppe di Paesi arabi in Siria per fermare lo spargimento di sangue: “La Siria respinge le dichiarazioni di responsabili del Qatar sull’invio di truppe arabe, che aggravano la crisi, fanno fallire l’azione araba e aprono la strada all’intervento straniero”, si legge nella nota.

Enrico Ferdinandi

17 gennaio 2012

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