Hong Kong, le proteste fanno crollare la borsa. Il governo ritira la polizia ma chiede uno stop

Hong Kong, le proteste fanno crollare la borsa. Il governo ritira la polizia ma chiede uno stop

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HONG KONG– La borsa di Hong Kong ha perso l’1,1 per cento all’apertura delle trattazioni di questa mattina. È la diretta conseguenza delle sommosse che si stanno verificando nell’ex colonia britannica ormai da luglio e che in questi giorni hanno raggiunto l’acme.

Le motivazioni delle proteste sono da ritrovarsi sulle pressioni antidemocratiche esercitate da Pechino che non vuole accogliere la proposta di riforma elettorale presentata dagli studenti. Secondo il governo cinese i candidati alla carica di governatore della città di Hong Kong dovranno avere il sostegno di almeno il 50 per cento di un comitato elettorale centrale nominato dalla Cina. Di fatto, quindi, solo chi sarà fedele al regime potrà governare.

Ma gli studenti riuniti nel movimento “Occupy Central with Love and Peace”vogliono elezioni libere e a suffragio universale nel 2017. Una richiesta che la Cina non accetta e che reprime con forza: alcuni hanno denunciato il tentativo di bloccare internet. Una mossa che non ha fatto altro che aumentare la presenza dei manifestanti, nonostante fosse stato rilasciato il leader degli studenti Joshua Wong, 17 anni, dopo due giorni trascorsi in prigione (Wong è soltanto una delle 78 persone fermate). Le proteste si sono allargate anche nella periferia, il trasporto pubblico è bloccato, molte banche chiuse così come le scuole. La polizia ha inoltre usato spray urticanti, gas lacrimogeni e manganelli.

Ma secondo il governo di Hong Kong da questa mattina la situazione è sotto controllo e per questo motivo ha annunciato che la polizia sta per ritirarsi poiché i manifestanti “si sono calmati”. Un comunicato web invita gli studenti  a disperdersi “in modo che nel più breve tempo possibile i veicoli di emergenza possano passare e venga ripristinato parzialmente il servizio di trasporto pubblico”.

Nonostante le rassicurazioni delle autorità, non ci sono -ad oggi- elementi che facciano pensare ad una conclusione delle proteste tra studenti e polizia. Lo scenario rimane dunque aperto.

Luigi Carnevale

29 settembre 2014

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