Siria: 13 vittime ad Homs, un altro deputato fugge in Egitto

Nuove vittime in Siria dove nelle ultime ventiquattro ore sono morte altre 13 persone in seguito agli attacchi delle forze lealiste nella città di Homs (cuore delle rivolte anti-Assad), 9 persone sono rimaste invece ferite.
Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, sono inoltre stati uccisi cinque soldati che stavano cercando di disertare nella zona nordoccidentale di Idlib nel corso di alcuni scontri con l’esercito dei ribelli.

Inoltre secondo l’agenzia di stampa ufficiale Sana è stato ucciso da un gruppo di terroristi un generale, Mohammed Abdul-Hamid al-Awad, nei pressi di Damasco.
Il regime continua a perdere i pezzi: un deputato siriano, che faceva parte della commissione Bilancio in parlamento, è fuggito ed ora si trova in esilio in Egitto. Si tratta del deputato Imad Ghalioune, che in un interivista ha affermato che la sua è stata un azione: “a sostegno della rivoluzione” ed ha reso omaggio “azione meravigliosa dei giovani siriani” chiedendo all’opposizione di agire per “realizzare gli interessi del popolo che persegue la libertà e la dignità in una società democratica dove vengano riconosciuti i diritti di tutte le categorie”.
Ieri il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon aveva rivolto l’ennesimo appello ad Assad per chiedere la fine delle violenze. Sempre ieri l’agenzia di stampa Sana ha comunicato che Assad ha offerto un amnistia rivolta ai disertori dell’esercito, alle persone che possiedono armi illegalmente o hanno violato la legge con proteste pacifiche. l’amnistia durerà sino alla fine di gennaio.
Ricordiamo che le testimonianze di due osservatori della Lega Araba, che negli scorsi giorni hanno abbandonato la missione affermandola “inutile” ed al “servizio del regime”, hanno descritto scenari molto preoccupanti. I mercenari che Assad aveva assoldato (per 100 dollari al giorno) mesi fa per reprimere le rivolte, ora sono fuori controllo, non rispondono più agli ordini del governo di Damasco e, come ripreso in alcuni video (uno dei quali proposto e presente nella sezione video di 2duerighe.com) stanno commettendo azioni violente e brutali. Questo è solo uno dei mezzi usati in questi mesi dal regime per fermare questa repressione, un altro che aveva fatto molto discutere era stato il controllo del traffico web, grazie al supporto di una ditta lombarda, Area, che aveva installato programmi atti a tale scopo. Ormai però il regime di Damasco sta cominciando a perdere la sua forza e gli insorti stanno reagendo attivamente respingendo gli attacchi delle forze lealiste con la forza.

Aggiornamento delle ore 19:00

Secondo i Comitati locali di coordinamento dell’opposizione oggi almeno 30 persone sono rimaste uccise in tutto il paese dalla repressione esercitata dall’esercito lealista. Tra le vittime, sempre secondo i comitati, vi sono due minorenni e quattro militari disertori.

Enrico Ferdinandi

17 gennaio 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook