Spagna: ritirato il progetto di legge sull’aborto

Spagna: ritirato il progetto di legge sull’aborto

Il primo ministro spagnolo mariano Rajoy, ha confermato, martedì 23 settembre, il ritiro del progetto di legge sull’aborto concesso dal ministro della Giustizia, Alberto Ruiz Gallardon.

rajoy-aborto--644x362Quest’ultimo, che ha riconosciuto che “non è stato capace” di portare il suo testo di fronte al Parlamento ha immediatamente annunciato il ritiro dalla vita politica: “La decisione che ho preso non è solo di abbandonare il ministero della Giustizia, ma anche di abbandonare la politica dopo trent’anni”. Questo progetto, che modifica la precedente legge adottata nel 2010 dal governo socialista, propone di ridurre considerevolmente il diritto di abortire in territorio spagnolo, che autorizza attualmente l’aborto fino quattordici settimane di gravidanza per tutte le donne.

Il progetto non permette di ricorrore ad un’interruzione volontaria della gravidanza tranne due casi: lo stupro, attestato da una denuncia; o il rischio “duraturo o permanente” per la salute del feto e quella psicologica e fisica della madre. La malformazione del feto non più considerato come motivo valido.

Il Premier Rajoy, martedì, ha dichiarato di fronte alla platea dei giornalisti: “Il governo non ha fatto gli sforzi possibili per tentare di pervenire al miglior consenso possibile. Continueremo a studiare formule permettendo di pervenire ad un migliore accordo sulla riforma. Ma in questo momento, credo di aver preso la decisione più sensata“.

l governo Rajoy aveva adottato il progetto lo scorso dicembre, ma ha sollevato un’ondata di contestazioni dalla destra conservatrice così come forti resistenze dal fronte del Partito popolare che compone attualmente la maggioranza. Ad oggi, non è ancora stato presentato al Parlamento, dove i conservatori dispongono della maggioranza assoluta.

È una legge complicata, socialmente sensibile“, ha dichiarato venerdì il numero due del governo, Soraya Saenz de Santamaria. Il governo vuole lavorare per raggiungere il più largo consenso possibile”.

Di Manuel Giannantonio
([email protected])

25 settembre 2014

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