Siria: primi raid americani nella terra di Assad

Siria: primi raid americani nella terra di Assad

Gli aerei dell’esercito americano e dei paesi arabi hanno bombardato per la prima volta una ventina di obiettivi nel territorio dello Stato islamico in Siria. I raid sono avvenuti nella notte tra lunedì e martedì come riferito da diversi media americani.

raidsiria-kBtC-U10303157030160VlF-428x240@LaStampa.itNella lotta al terrore il Presidente Obama ha rispettato la parola data circa due settimane fa da Washington confermando la linea dura, quando ha ammesso che avrebbe colpito entro breve l’ISIS (Stato islamico), con l’approvazione del Congresso l’operazione è ufficialmente iniziata. È la prima volta che il fronte della lotta contro questo gruppo jihadista si sposta effettivamente dall’Iraq in Siria. Il califfo è stato attaccato.

Secondo il canale televisivo ABC, gli Stati arabi alleati sarebbero il Barein, il Qatar, l’Arabia Saudita, la Giordania e gli Emirati arabi uniti. Il portavoce del governo giordano ha confermato che il Regno Unito fa parte dell’operazione.

Qualche ora prima di questa manovra militare, lunedì, un gruppo appartenente all’ISIS ha rivendicato il rapimento di un francese, Hervé Gourdel, e minacciato di ucciderlo con la consueta prassi se la Francia non interrompe la collaborazione con gli Stati Uniti in Iraq. La situazione diventa progressivamente sempre più tesa poiché è lecito attendersi una reazione dalla controparte. Inoltre, la propaganda del terrore continua a diffondersi. L’organizzazione ha dichiarato i prossimi obiettivi attraverso il solito modus operandi: un video chiamato “War Flames” (le fiamme della guerra), in cui identificano la culla della cristianità come bersaglio strategico. Le chiese del bel paese e il Vaticano sono nel mirino dell’ISIS. Nel frattempo, la macchina della sicurezza nella capitale si è rafforzata.

Nelle mani dei terroristi islamici ci sono ancora  tre ostaggi britannici, soprannominati “The Beatles” per la loro origine. Dopo aver decapitato i giornalisti americani James Foley, Steven Sotloff e il britannico David Haines, per mano di quello che viene chiamato “John il jihadista” (un cittadino britannico arruolatosi con i miliziani), ora minacciano di decapitare il 47enne Alan Henning. La caccia ai miliziani dell’ISIS sarà spietata e i droni hanno già iniziato la loro attività. Gli agenti speciali hanno iniziato una caccia ai britannici che si sono arruolati ai miliziani, visto la considerevole affluenza dal vecchio continente e dalla capitale britannica verso l’Iraq e la Siria. Il piano dei militanti dell’ISIS prevede di provocare un attacco via terra da parte degli americani e dei suoi alleati per poi attaccarli come occupanti.

Il Premier inglese David Cameron ha già fatto sapere che il suo esercito si sta coordinando con altri paesi ma non invieranno truppe di terra. Il segretario di Stato americano, John Kerry, ha dichiarato che non collaborerà mai con il regime di Assad anche se l’Iran e la Russia giudicano l’offensiva americana “come una violazione della sovranità degli Stati”.

Di Manuel Giannantonio
24 settembre 2014

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