Francia: i deputati vietano l’uscita dal paese ai presunti terroristi

Francia: i deputati vietano l’uscita dal paese ai presunti terroristi

I deputati del governo transalpino hanno approvato il divieto amministrativo di uscita dal territorio, impedendo così l’uscita dal paese ai candidati della jihad. Questo progetto rappresenta una delle misure chiave nella lotta al terrorismo.

_75612415_75612414In questi giorni e in questa situazione di inquietudine a causa del terrorismo internazionale, specialmente quello targato Isis, non solo gli Stati Uniti hanno deciso di intervenire. La Francia ,infatti, ha costituito un interessante progetto di legge in questo senso. Il divieto potrà entrare in vigore quando sussisteranno le ragioni di credere che gli spostamenti siano oggetto di attività terrorista o teatro di operazioni di gruppi terroristi, suscettibili di minare la sicurezza pubblica.

Di una durata di sei mesi, rinnovabile fino a due anni, questo divieto comporta il ritiro immediato del passaporto e dalla carta di identità della persona coinvolta. “Sei mesi è un periodo ragionevole, poiché è una misura grave”, ha dichiarato l’autore del progetto Sebastien Pietrasanta. La persona intercettata potrà essere assistita da un avvocato, dal ministro o da un suo rappresentante per 15 giorni. Potrà far riferimento al giudice amministrativo di fronte al quale l’amministrazione non potrà avvalersi di elementi classificati, come assicurato dal ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve agli ecologisti inquieti della mancanza di un controllo di natura giudiziaria.

Le persone oggetto di questo divieto, saranno segnalate nel sistema di informazione Schengen utilizzato dai paesi dello spazio europeo senza frontiere. Le compagnie di trasporto avranno il divieto tassativo di prendere queste persone se segnalate dalle autorità. La violazione di questo divieto comporta tre anni di detenzione e 45 000 euro di multa, e costituirà un motivo per arrestare al loro ritorno coloro che sono riusciti a recarsi in Siria o in Iraq.  Il progetto di legge, che mira ugualmente l’apologia del terrorismo online, dovrebbe essere in procedura di urgenza.

Di Manuel Giannantonio

([email protected])

19 settembre 2014

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