Nuova ondata di violenza nel Sud Sudan

Almeno 57 persone sono state uccise negli scontri tra tribù mercoledì nello stato di Jonglei, nel Sudan del Sud, in cui le violenze etniche hanno purtroppo già generato la fuga di più di 6000 persone secondo un annuncio del governo. Il Sud Sudan ha dichiarato la propria indipendenza, ricordiamolo, soltanto lo scorso giugno in conformità con l’accordo concluso nel 2005 che ha posto il termine a decine di guerre civili tra il nord e il sud del paese e il nuovo governo trova enormi difficoltà ad imporsi in uno stato grandissimo.

Una nuova ondata di violenza che purtroppo sembra essere all’ordine del giorno in questo stato, ha causato la morte di 57 persone mentre dei combattenti della tribù dei Murle hanno attaccato tre villaggi dei Lou Nuer nella contea di d’Uror, nel nord dello stato di Jonglei, ha dichiarato il porta parola del governo, Barnaba Marial Benjamin che ha inoltre specificato: “Il governo non può controllare tutto. La zona è immensa. Undici uomini sono stati uccisi, tra le vittime ci sono anche donne e bambini”. Altre persone sono state ferite nel corso di un attacco e il governo ha immediatamente organizzato dei rinforzi per l’esercito e per la polizia nella regione, situata in prossimità della frontiera con l’Etiopia. Secondo fonti governative e delle Nazioni Unite, circa 6000 membri dei Lou Nuer hanno attaccato Pibor, la principale città della tribù dei Murle. Una situazione di natura drammatica e disperata quella che si sta consumando in uno dei paesi più poveri del mondo.

Manuel Giannantonio

14 gennaio 2012

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