India, 12 casi di “super tbc”: resiste a tutti i farmaci

Si torna a parlare di Tbc ma questa volta l’allarme non è in Italia ma in India dove sono stati registrati ben 12 casi di quella che da media locali è stata definita “Super Tbc” in quanto resiste a tutti i farmaci. Epicentro del contagio Mumbai, una delle città più popolose e dove quindi è più facile la propagazione della malattia.

Zarir Udwadia dell’Hinduja National Hospital and Medical Research Centre di Mumbai ha affermato che tre dei dodici pazienti che hanno contratto la Super Tbc sono morti: “Sappiamo che un paziente ha trasmesso la super tubercolosi alla figlia. Si stima che in media una persona malata di Tbc contagi in un anno altri 10 o 20 soggetti con cui entra in contatto, e non ci sono ragioni per sospettare che questo ceppo sia meno trasmissibile. Messa in quarantena in ospedali con aree attrezzate per l’isolamento fino al momento in cui diventano non infettivi, nient’altro si può fare per prevenire la trasmissione”.
La preoccupazione è grande in quanto se questo ceppo dovesse continuare a diffondersi la tubercolosi potrebbe tornare ad essere incurabile e si potrà fare affidamento solo sul proprio sistema immunitario.
Anche l’Organizzazione mondiale della sanità ha comunicato che presto sarà organizzato con urgenza un incontro per capire cosa fare. Paul Nunn, coordinatore del dipartimento Stop TB dell’Oms a Ginevra ha affermato che: “Tutto questo era stato previsto. E’ un campanello d’allarme che deve richiamare tutti i Paesi, è necessario accelerare l’approvvigionamento di cure adeguate, in particolare per pazienti con tubercolosi multiresistente”.
Dello stesso parere anche molti altri medici. Ricordiamo ai nostri lettori che ogni anno nel mondo circa due milioni di persone muoiono di tubercolosi, una malattia che si pensa esser sotto controllo ma che evidentemente necessita di maggior attenzione e ricerche mediche.

Enrico Ferdinandi

14 gennaio 2012

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