Perché Guantanamo non è stato chiuso da Obama?

La prigione di Guantanamo è ancora aperta e in funzione. Nonostante, secondo Amnesty International, la maggior parte della gente sia convinta del contrario. Il carcere aperto il giorno dell’11 gennaio 2002 a Guantanamo Bay, a Cuba, è ancora aperto e continua a svolgere la propria funzione con ancora 171 dei 779 detenuti che sono passati nelle sue carceri in dieci anni. La prospettiva di una chiusura sembra definitivamente allontanarsi.

Obama ha sottolineato più volte nel corso della sua attività governativa di aver tra i suoi obiettivi la chiusura di questo carcere ribadendo più di una volta che non era assolutamente d’accordo con questa soluzione. Ha promulgato il 31 dicembre scorso, una legge sul bilancio della difesa , votata dal congresso, che impediva tutti i trasferimenti dei detenuti di Guantanamo negli Stati Uniti, autorizzato le detenzioni illimitate senza processo e imposto il ricorso ai tribunali militari per la maggior parte dei sospettati di terrorismo. La chiusura del carcere è ormai impossibile. Per quale motivo Obama non ha rispettato la promessa ? Perché di promessa si parlava. Due giorno dopo la sua elezione, il 22 gennaio del 2009, Obama aveva realizzato un decreto che prevedeva la chiusura di Guantanamo. Doveva porre termine agli incubi dei detenuti interrogati sotto tortura, all’oscuro della legge e lontano da occhi indiscreti. Lo stesso Obama dichiara: “Senza alcuna ombra di dubbio la colpa è da attribuirsi al congresso”. Geneviève Garrigos amette: “E vero che il congresso non gli ha certamente facilitato la cosa”. L’eletto repubblicano ma anche democratico non vede assolutamente di buon occhio l’eventualità di un trasferimento dei detenuti di Guantanamo sul territorio Americano, per processarli davanti a un tribunale civile. Il problema del trasferimento risulta essere un vero e proprio gratta capo. Un recente sondaggio ha rilevato che circa il 47% degli americani è assolutamente contrario di vedere presunti ex terroristi sbarcare in America. Il congresso ha comunque rifiutato ad Obama il finanziamento di una simile operazione. L’amministrazione Obama ha lasciato che la questione cadesse all’interno degli affari interni della politica americana. Obama nei suoi discorsi tra gennaio ed aprile 2009, ha toccato l’argomento soltanto una volta. Le priorità del presidente sono altre come il ritiro delle truppe dall’Iraq, la riforma sanitaria e la crisi economica. Secondo il Washington post che ha realizzato un inchiesta sulla faccenda, Obama è alla ricerca del compromesso e manifesta una passività che permette ai suoi oppositori di dirigere la sua agenda personale. Sostanzialmente non ha il coraggio politico delle sue idee. La Casa Bianca ha comunque espresso Lunedì 9 gennaio che non rinuncerà, a breve, di chiudere Guantanamo. Infine Obama ha dichiarato che se Guantanamo non è stato chiuso è soprattutto in considerazione della riluttanza degli Stati Uniti di applicare il rispetto elementare dei diritti dell’uomo che altri ancora sostengono. Una questione delicatissima che rischia di togliere credibilità al premio Nobel per la pace del 2010 nonché attuale presidente degli Stati Uniti.

di Manuel Giannantonio

12 gennaio 2012

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