Aung San Suu Kyi portatrice di democrazia

Dopo aver autorizzato il suo partito questa settimana, la giunta promette alla signora di Rangoun un posto ufficiale, ovvero un incarico di tipo governativo, se sarà eletta nelle prossime elezioni legislative ad aprile. Questa manovra deve essere intesa come un segno palese di apertura o di recupero? Un consigliere della presidenza birmana, ha annunciato domenica che l’opposizione storica rappresentata da Aung Saan Suu Kyi potrebbe, se lo desidera, entrare nel governo civile del paese in caso di vittoria nella sua circoscrizione alle legislative parziali organizzate ad aprile.

Il premio Nobel per la pace potrà inoltre, se preferisce, ottenere un posto appropriato nella alta amministrazione pubblica del suo paese. Aung Saan Suu Kyi sarà candidata a Kawhmnu nella periferia della capitale, le liste elettorali saranno ufficialmente pubblicate l’11 gennaio. La LND (Lega Nazionale per la Democrazia) fondata circa 20 anni fa da Aung Saan Suu Kyi che ha collaborato alla sua creazione, è stato autorizzato questa settimana come partito politico al termine di una lunga maratona politica. Una tappa importante che fa seguito a un “rilassamento” del regime nei confronti dell’opposizione. L’opposizione per il momento non ha fornito risposte di nessun tipo nei confronti del regime. Nyan Win, il porta parola del LND ha affermato che: “Non sappiamo esattamente cosa farà e come svolgerà le sue funzioni se sarà eletta Aung San Suu Kyi”. Accettando correrebbe il rischio di deludere i suoi sostenitori che temono giustamente che stia cercando di vendersi per un beneficio politico limitato. La giunta effettivamente si è già servito della sua  liberazione che fu strumentalizzata. Dopo la liberazione di circa 200 dissidenti ad ottobre, il regime ha ancora chiuso le sue prigioni. La recente amnistia annunciata dal governo non ha convinto nessuno mentre gli occidentali reclamano nuove prove che evidenziano la democratizzazione del regime birmano. I reati più gravi e pesanti sono stati alleggeriti ma nessuno prigioniero politico è stato liberato. Aung Saan Suu Kyi può farsi portatrice di un vento di democrazia in un paesaggio politico ostile e difficoltoso come il regime birmano che ha privato della libertà per molto tempo questa grande donna.

di Manuel Giannantonio

12 gennaio 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook