Siria: il drammatico racconto degli attacchi chimici

Siria: il drammatico racconto degli attacchi chimici

syria-chemical_2547819bUn gas “color miele” che si espande dolcemente, ferendo ed uccidendo sul proprio passaggio gli abitanti in fuga. I sopravvissuti hanno raccontato agli investigatori il terrore degli attacchi al cloro nel nord della Siria, dove in molti si sono riparati con inefficaci maschere di carta.

I racconti terrificanti degli attacchi al gas, lanciati dagli elicotteri, provengono da un rapporto redatto dall’Organizzazione per il divieto delle armi chimiche (OIAC). Questa ONG indaga sulle accuse di attacchi chimici al cloro nel paese, destabilizzato da tre anni di sanguinosa guerra civile.

Nei giardini, gli uccelli e gli animali di compagnia sono morti sulle piante, le foglie che si trovavano dal lato del punto d’impatto della bomba sono bruciate”, afferma il rapporto che conferma l’uso sistematico del cloro come arma chimica in Siria.

Gli investigatori hanno interrogato 37 vittime, testimoni e personale medico degli attacchi perpetrati nel nord della Siria. Questi bombardamenti erano differenti da quelli ai quali gli abitanti della zona sono abituati. “Quando una bomba viene sganciata, un suono potente si produce prima che la bomba raggiunga terra. Alcuni hanno confrontato questo rumore a quello di un aereo in picchiata che somiglia più a un impatto ad alta velocità che a pesanti esplosioni”, scrivono gli investigatori.

Una nuvola di gas “giallo color miele” si innalza dal punto di impatto delle bombe, raccontano i sopravvissuti: “La nuvola di gas si eleva ad un’altitudine di circa 60 70 metri prima di scendere in prossimità del suolo”.

Lo scorso maggio il team dell’OIAC è stato bersaglio di un attacco ma è riuscito a sopravvivere accedendo ad un luogo sicuro e segreto dove hanno potuto raccogliere preziosissime testimonianze. La Siria, che ha consegnato le sue armi chimiche alla comunità internazionale per distruggerle, non ha potuto dichiarare lo stock di cloro, un prodotto industriale che è generalmente utilizzato per scopi commerciali o domestici.

Un bambino si trovava in prossimità della bomba esplosa, è morto a causa dell’esposizione al prodotto chimico, senza nessuna ferita che somigli a quella di una bomba convenzionale”, hanno affermato gli investigatori.

Il regime del Presidente Assad e i ribelli si accusano reciprocamente di utilizzare armi chimiche, tra le quali ovviamente il cloro, dall’inizio del conflitto targato marzo 2011. Durante l’attacco del 21 aprile “gli abitanti hanno cercato di fuggire. La nuvola di gas ha preso la stessa direzione e ci sono state molte vittime”, afferma il rapporto. Una famiglia ha trovato riparo in una doccia mentre gli altri, senza successo, hanno cercato di proteggersi con delle maschere di carta che non sono efficaci contro la polvere.

Nel vicino villaggio di Al Tamana’a, gli attacchi hanno avuto luogo durante la notte. “Circa 150 persone sono state vittime di questi attacchi e otto di loro sono state gravemente ferite. Sono soprattutto le donne e i bambini che sono deceduti”, denunciano gli investigatori. Il più recente attacco ha avuto luogo il 28 agosto nella città di Kafr Zeta, a 30 chilometri da Hamas. “La sola presenza delle vittime all’interno degli ospedali ha fatto si che nelle vicinanze si sentisse l’odore di prodotti per la pulizia di casa”, afferma il rapporto.

L’OIAC ha annunciato che proseguirà le proprie indagini e che approfondirà la tematica.

Di Manuel Giannantonio

([email protected])

12 Settembre 2014

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