Siria, Damasco: ad uccidere Jacquier terroristi armati

La morte del giornalista francese di France 2, Gilles Jacquier, è stata causata, secondo il regime di Damasco da “terroristi armati” che avrebbero attaccato il corteo a favore di Assad per destabilizzare ulteriormente il suo potere. In una nota diffusa dal ministero dell’Interno di Damasco si può leggere: “Deploriamo l’uccisione del reporter francese e promettiamo di punire le bande di terroristi che hanno sferrato l’attacco”.

Nell’attacco di ieri sono morte oltre al giornalista francese (primo giornalista morto in Siria da quando sono cominciate le  rivolte) altre 7 persone, almeno 25 i feriti.
Ogni giorno ci sono decine di manifestazioni in tutto il paese pro e contro Assad, quelle a favore secondo gli attivisti non sono che messe in scena del regime volte a far sembrare “sano” il governo di Damasco. Nelle manifestazioni contro Assad invece si può leggere la disperazione di un popolo che chiede solo libertà. Lo si evince ad esempio dalla dichiarazione di una uomo che nel corso del funerale di un ragazzo, ucciso dalle forze governative, ha affermato: “La situazione è pessima, vogliamo solo essere come voi, come gli Occidentali. Vogliamo essere liberi, non come lui, che a 32 anni è stato ucciso solo per aver detto Allah è grande. Il governo di Bashar al Assad ci sta uccidendo. Sono preoccupato di parlare, per andare a casa dovrò indossare la sciarpa e non sono sicuro al 100%, se non oggi mi arresteranno domani”.
La presenza degli osservatori della Lega Araba poi, come ha affermato anche ieri l’Onu, non sta migliorando la situazione, anzi per le Nazioni Unite da quando sono arrivati nel paese (a fine dicembre) le azioni repressive sono aumentate pericolosamente.

di Enrico Ferdinandi

12 gennaio 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook