Siria, Homs: ucciso giornalista francese

Siria: continuano gli scontri causati dalle proteste contro il regime di Damasco. Ad Homs, durante un corteo a sostegno del presidente Bashar al-Assad, la tensione è cresciuta sempre di più finché uomini armati hanno dato il via a tafferugli e scontri che sono terminati con l’ennesimo tragico epilogo: 8 morti ed almeno 25 feriti.

Tra le vittime un noto giornalista francese di France 2, Gilles Jacquier. Molti di voi lo ricorderanno per aver vinto il Premio Ilaria Alpi per un reportage sulla rivoluzione tunisina.. Ferito un suo collega belga, entrambi erano autorizzati dalle autorità siriane a seguire il corteo. Gli scontri che hanno portato alla morte di Jacquier sono avvenuti nei quartieri di Akrama e al-Nouzha. Ricordiamo ai nostri lettori l’importante lavoro che alcuni giornalisti, come Jacquier, stanno svolgendo in Siria, i loro reportage sono la fonte più attendibile dell’attuale realtà siriana. Realtà fatta di ricostruzioni, omissioni e bugie, per questo motivo tutti i giornalisti di 2duerighe esprimono cordoglio per la scomparsa di Gilles Jacquier, che è di fatto il primo giornalista occidentale ucciso in Siria da quando, lo scorso marzo, sono cominciate le proteste contro il regime di Assad.
In queste ore l’emittente televisiva France 2 ha confermato la morte di Jacquier,
Il ministro degli Esteri francese, Alain Juppè, ha condannato l’uccisione di Giles Jacquier ed ha chiesto alle autorità di Damasco chiarire al più presto la causa della morte.
Il collega rimasto leggermente ferito è il belga Christophe Kenck, che accompagnava Jacquier in qualità di cameraman.
Per ora si pensa che a causare la morte del giornalista francese delle altre 7 persone possa esser stato un razzo Rpg lanciato verso il luogo dove si stava tenendo il corteo. A confermare questa ipotesi l’Osservatorio siriano per i diritti umani.
Mentre un attivista siriano, Rami Abdel Rahman, ha rilasciato questa dichiarazione: “Il giornalista belga è stato colpito da un razzo Rpg lanciato verso il luogo nel quale si trovava insieme ad altri suoi colleghi stranieri”. Rahamn ha anche affermato che per il regime ha interesse nel: “non protegge i giornalisti e a che fatti del genere accadono affinché si accusi il terrorismo”.

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di Enrico Ferdinandi

11 gennaio 2012

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