Invocata una solidarietà di massa per il Sud Sudan

L’alto commissario dei rifugiati dell’ONU, Antonio Guterres, martedì a Juba ha invocato una “Solidarietà di massa” per il giovane Sudan del Sud, scosso dai conflitti persistenti, in particolare sulla divisione del petrolio, e dove i rifugiati si contano nell’ordine dei milioni. “ Il Sudan del Sud è un paese nato soltanto sei mesi fa, di una dimensione enorme.” Ha stimato Guterres, durante una conferenza stampa nella capitale sud sudanese.

“Il paese, uno dei più sottosviluppati del mondo necessita di una solidarietà di massa da parte della comunità internazionale”. Sul terreno sudanese, le violenze legate ai conflitti interetnici e a una ribellione costante hanno prodotto qualcosa come 300.000 sfollati, una cifra spaventosa. Negli ultimi giorni, l’ONU teme che un attacco intercomunitario dovuto all’approvvigionamento del bestiame possa aver generato centinaia di morti nella provincia di Jonglei. Circa 80.000 sudanesi, fuggono dai combattimenti tra l’esercito sudanese e i movimenti ribelli negli stati sudanesi del Kordofan del Sud e del Nilo Blu, rifugiandosi nel Sudan del Sud. Il paese ha visto l’affluenza di più di 100.000 di sfollati nella regione d’Abyei, che rimane in lotta aperta con Khartoum e Juba. Aldilà di tutte queste violenze, una delle principali sfide per il paese è quella di gestire il ritorno di centinaia di migliaia di Sud sudanesi partiti per il Nord durante la lunga guerra civile. Da ottobre 2010, circa 350.000 di loro sono rientrati. Circa 700.000, di cui la sorte preoccupa sempre di più gli aiutanti umanitari, sarebbero sempre nel Nord di Khartoum, hanno tempo fino ad aprile per regolarizzare la loro situazione o altrimenti partire. Guterres però ribadisce che: “ Rimane assolutamente impossibile riportare in maniera umana e dignitosa, 700.000 persone da qui ad aprile !”.  Il Sudan del Sud proclamatosi indipendente dal Nord sei mesi fa abita la maggioranza dei campi petroliferi dell’ex unificazione. Ma non avendo alcun accesso al mare il suo petrolio deve transitare nelle infrastrutture sotto il controllo di Khartoum al fine di essere esportato. I due paesi si ritrovano a discutere animatamente su questo problema. A fine mese Khartoum aveva annunciato l’intenzione di prelevare ogni mese un diritto di passaggio per le esportazioni del petrolio sud sudanese ossia il 23% del petrolio che transita nelle sue infrastrutture, quello a cui si oppone Juba. Le due parti dovranno riprendere la discussione il 17 gennaio.   

di Manuel Giannantonio

11 gennaio 2012

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