Iran: ucciso scienziato nucleare a Teheran

In Iran dopo l’avvio ufficiale dei lavori nel sito di Fordow, dove da ieri si sta procedendo all’arricchimento dell’uranio, la situazione si fa sempre più tesa. Non solo gli Stati Uniti sono sul piede di guerra per via delle mancate risposte sul tema nucleare e per la condanna a morte di un americano (con origini iraniane) accusato di spionaggio, ma anche altri paesi, occidentali e non stanno facendo pressione per far si che quanto sta succedendo in Iran possa esser più “trasparente”.

La trasparenza richiesta è proprio in merito a cosa si voglio fare del nucleare, si stanno facendo ricerche per scopi civili o militari? Da Teheran la risposta è sempre stata la prima ma il governo di Ahmadinejad non ha fin ora mai fornito un piano dettagliato sul programma nucleare. L’Aeia, agenzia per il controllo del nucleare ha affermato i lavori nel sito sotterraneo di Fordow sono sotto suo controllo e che fin ora risulta tutto procedere bene, in una nota dell’agenzia si può leggere: La Aiea può confermare che l’Iran ha iniziato la produzione di uranio arricchito fino al 20% utilizzando centrifughe IR-1 nell’impianto per l’arricchimento dell’uranio di Fordow. Tutto il materiale nucleare nell’impianto rimane sotto il controllo e la sorveglianza dell’Agenzia.” Ricordiamo che la stessa agenzia ha dato all’Iran un termine ultimo che scadrà a marzo per presentare un piano dettagliato.
Si può quindi comprendere quanto la tensione a livello internazionale stia crescendo. Ieri i ministeri degli Esteri di Francia ed Italia hanno condannato i lavori per l’arricchimento dell’uranio ed hanno proposto di adottare sanzioni dure ed efficaci insieme agli altri partner europei.
Oggi arriva un’altra notizia che fa bene comprendere quanto sta avvenendo, un professore universitario, Mustafa Ahmadi-Roshan, è stato ucciso per l’esplosione di una bomba piazzata sulla sua auto, una Peugeot 405, da una persona in moto. Altre due persone che erano con lui sono rimaste feriti.
Il professore vittima dell’attentato lavorava nel sito nucleare di Natanz dove svolgeva il ruolo di vicedirettore dell’ufficio commerciale dell’impianto di Natanz e lavorava su un progetto relativo ai polimeri e ad un dispositivo per la separazione degli elementi gassosi. Ricordiamo che quello di Natanz è il principale sito per l’arricchimento dell’uranio in Iran (contiene 8.000 centrifughe
Secondo il vicegovernatore della provincia di Teheran, Safar Ali Baratloo, l’attentato sarebbe stato commissionato dagli israeliani: “La bomba era magnetica, lo stesso tipo di quelle usate per gli omicidi di scienziati, ed è il lavoro dei sionisti”.
Ricordiamo che Israele è stato uno dei primo paesi a condannare le ricerche sul nucleare iraniane.
Mustafa Ahmdi-Roshan non è il primo scienziato che lavorava a progetti nucleari ucciso, negli ultimi anni altri tre suoi colleghi sono stati vittime di attentati dove anno perso la vita. Si tratta di un fisico nucleare assassinato il 23 luglio scorso a Teheran da sconosciuti in motocicletta; la Dott. Daryoush Rezaie, 35 anni, docente universitario con legami con l’agenzia atomica iraniana uccisa nel 2010 e di Majid Shahriari responsabile del progetto sui reattori nucleari iraniani che fatto esplodere nella sua auto sempre nel 2010.
Teheran ha sempre rivolto all’occidente e a Israele l’accusa di esser artefici di questi attentati.

di Enrico Ferdinandi

11 gennaio 2012

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