Ucraina: la tregua resta debole

Ucraina: la tregua resta debole

Nonostante alcuni attacchi e la morte di tre civili e un’imboscata che ha provocato la morte di undici soldati, la tregua regge a Dombas.

indexVladimir Putin, e il Presidente Ucraino Petro Poroschenko, hanno constatato attraverso una chiamata telefonica che il cessate fuoco viene sostanzialmente rispettato. Tra le opzioni affrontate durante questa conversazione, c’è anche la considerazione di alcune strategie per mantenere in atto questa situazione. I capi di Stato dunque sembrano convergere nella stessa direzione che rende Putin, soddisfatto di questo contesto che legittima i filorussi. Gli stessi identificati da Kiev come terroristi prima, ma con i quali hanno poi trattato facendo loro concessioni di natura politica.

Tuttavia, le armi non hanno taciuto del tutto. Il presidente del consiglio supremo dell’autoproclamata repubblica di Donetsk ha dichiarato: “Ci sono stati lanci di razzi alla periferia di Donetsk da parte delle forze di Kiev, bombardamenti ripetuti all’alba che hanno provocato la morte di quattro civili”.

Andrei Likensko, portavoce militare ucraino, ha prontamente replicato alle parole di Vladimir Macovich, dichiarando che dopo la tregua erano stati sparati alcuni colpi di mortaio nei confronti di alcune posizioni governative. È nella città di Schastie che si è prodotto l’episodio più drammatico, dove a morire sono stati undici componenti dell’ “Aidar” (battaglione ucraino). Il comandante aggiunto Romanocih, ha denunciato il massacro dei suoi uomini per mano dei filorussi. I vertici filorussi attraverso l’agenzia stampa “Novosti”, hanno dichiarato che l’episodio si è verificato prima della stabilita tregua. La Russia intanto, ha già reso noto che interverrà nel caso di nuove sanzioni. I rapporti diplomatici con gli States sono quindi ulteriormente inaspriti.

Di Manuel Giannantonio

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8 Settembre 2014

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