Stati Uniti: pronti droni per la Siria

Stati Uniti: pronti droni per la Siria

La decapitazione di James Foley e la presenza di numerosi jihadisti occidentali nelle fila dello Stato islamico hanno costretto Obama a ricorrere a questa soluzione.

obama_syria_1L’ipotesi dei raid Americani in Siria sembra sempre più prendere piede. Il Pentagono si appresta a spedire aerei spia e droni sopra la Siria per reperire i jihadisti e preparare il territorio a nuovi scontri.

Fino ad oggi esclusi da Obama, i raid aerei Americani in Iraq potrebbero sconfinare in Siria. Ben Rhodes, uomo fedele di Obama in tema di politica estera, assicura che Washington farà ciò che è necessario per colpire lo Stato islamico. Per il generale Martin Dempsey, il più alto grado Americano, l’ISIS “è una minaccia regionale che sarà presto una minaccia per gli Stati Uniti e l’Europa”. Lunedì “nessuna decisione concernente le operazioni militari in Siria” non è ancora stata presa dal Presidente Americano.

Ad accendere gli animi in questo modo ha senz’altro avuto un ruolo determinante la decapitazione del giornalista di Boston, James Foley. La barbara esecuzione che ha scioccato il mondo intero secondo Obama, potrebbe rendere un’azione militare in Siria più facile da realizzarsi e da far accettare all’opinione pubblica Americana.

Dopo due settimane di raid americani contro i Jihadisti in Iraq, diversi responsabili dell’Amministrazione lasciano intendere che una nuova fase militare è in preparazione. Tuttavia, l’intervento militare in Siria contro i jihadisti mette gli Stati Uniti in una posizione delicata contro il regime di Assad accusato di aver ricorso alla armi chimiche. Il governo siriano non ha tardato ha manifestare la propria collaborazione attraverso il ministro degli Esteri Walid el-Mouallem che si dice pronto ad operare con la comunità internazionale.

La Casa Bianca non ha risposto direttamente al governo siriano ma ha chiaramente lasciato intendere che il paese è pronto ad agire senza l’accordo di Damasco come successo in passato. “Il Presidente ha già mostrato la volontà di utilizzare la forza per proteggere gli Americani”, ha affermato Josh Earnest, citando l’esempio del raid contro la residenza di Bin Laden in Pakistan nel 2011, per il quale Islamabad non è stata avvisata.

Di Manuel Giannnantonio

([email protected])

27 Agosto 2014

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