L’ONU accusa l’ISIS di pulizia etnica, Damasco pronta a collaborare

L’ONU accusa l’ISIS di pulizia etnica, Damasco pronta a collaborare

L’ONU ha accusato lunedì l’ISIS, attribuendogli la responsabilità di una “pulizia etnica e religiosa”, il gruppo ultra radicale dello Stato islamico attivo in Iraq ma anche in Siria. Damasco si è detta pronta a collaborare con la comunità internazionale per lottare contro il terrorismo.

44918-un-militante-dellisis-sventola-la-bandiera-del-gruppo-jihadiL’ISIS ha ottenuto un’importante vittoria in Siria impossessandosi di un aeroporto militare anche se ha perso terreno sul versante iracheno. Questo gruppo controlla larga parte del territorio tra i due paesi.

L’Alto commissario dell’ONU per i diritti dell’uomo, Navi Pilay, ha denunciato: “Gravi e orribili violazioni dei diritti dell’uomo, commesse giorno dopo giorno dallo Stato islamico. Conducono una pulizia etnica e religiosa nelle regioni sotto il loro controllo in Iraq, specialmente contro i cristiani. Tali persecuzioni potrebbero costituire crimini contro l’umanità”. Navi Pilay inoltre, ha evocato la comunità internazionale ad un intervento per non lasciarli impuniti.

Mentre il capo della diplomazia irachena Hoshyar Zebari, ha chiesto domenica l’aiuto delle capitali straniere di fronte all’offensiva dell’ISIS, il regime di Damasco si è dichiarato alleato in questo senso e pronto a “lottare contro il terrorismo nell’ambito della risoluzione 2170 del Consiglio di sicurezza dell’ONU”. Questa risoluzione mira ad impedire il reclutamento finanziario dei jihadisti in Iraq e in Siria.

Il capo della diplomazia siriana, Walid Mouallem, ha sentenziato che: “Qualsiasi colpo aereo americano contro i jihadisti dovrà essere coordinato con Damasco, altrimenti di stratta di un’aggressione”.

Washington, che ha condotto dall’8 agosto più di 90 raid contro l’ISIS nel nord dell’Iraq, ha inasprito i toni negli ultimi giorni, affermando la determinazione nel proseguire i raid e minacciando di estenderli alla Siria, dove questo gruppo ultra radicale affronta i ribelli di Assad.

Dopo l’assassinio barbaro del giornalista americano James Foley (giornalista free lance, ndr), Washington ha annunciato una risposta potente, nonostante la minaccia dell’ISIS di uccidere un secondo ostaggio se i raid dovessero proseguire.

Se ve la prendete con gli Americani, vi cercheremo ovunque voi siate”, ha dichiarato Ben Rhodes, consigliere aggiunto alla sicurezza nazionale del Presidente Obama, citato dal “Wall Street Journal”.

In Siria i jihadisti hanno ottenuto un’importante vittoria prendendo il controllo dell’aeroporto di Tabqa, ultimo bastione del regime nella provincia settentrionale di Raqa. Dall’altra parte della frontiera però le forze curde e irachene, che collaborano contro i jhadisti dall’inizio di agosto, hanno guadagnato terreno.

Di Manuel Giannantonio

([email protected])

26 agosto 2014

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