La corea del sud deve temere per le parole di Kim Jong Un?

Appena nominato successore del padre Kim Jong Un promette rappresaglie contro la Corea del Sud. L’origine di questa decisione nasce dalle imposizioni sud coreane che imponevano una severa restrizione nella concessione delle visite di condoglianze  da parte delle delegazioni proprie della Corea del sud. Infatti solo due sono state le delegazioni autorizzate a passare la frontiera per rendere omaggio al “caro leader” Kim Jong Il.

Nel paese invece sono molti i coreani del nord in fuga nel sud alcuni di loro addirittura sono stati uccisi. Una chiara testimonianza indiscutibile della decisione del nuovo leader di imporre un severissimo regime con il quale guidare il paese già dilaniato dalle crescenti difficoltà economiche. Si stima che i coreani provenienti dal nord residenti al sud siano circa un milione di cui la maggioranza è composta da civili in fuga nel momento della “Sunshine Policy” ( Strategia di riunificazione, 2000-2008) anche se ci sono molti coreani del sud che vivono e lavorano proprio nel nord. Nonostante questi dati i rapporti tra le parti non sono certamente positivi. La riunificazione tedesca avvenuta con il simbolico crollo del muro di Berlino nel 1989 ha composto una fonte esemplificativa che ha permesso alla Corea del Sud di fare una stima per un’eventuale riunione con il nord anche se gli interessi per questa riunificazione vista l’attuale situazione e gli sviluppi che l’hanno generata non sembrano essere indirizzate in questo senso. Le minacce di Kim Jong Un che sembrano essere pronunciate dal defunto padre fanno parte di un sistema ormai collaudatissimo in cui le parole stesse vengono diffuse e fatte ascoltare alla popolazione attraverso i Mass Media in maniera costante e il popolo risponde calorosamente con disarmante sincerità nel manifestare la loro condivisione con dimostrazione ai limiti della decenza. Il leader ha dunque chiaramente in pugno il suo popolo. Le minacce dunque sembrano far parte di un’abitudine nei rapporti tra le parti ma resta il fatto che la Corea del Nord resta senz’altro un paese del quale si deve gestire l’imprevedibilità.

di Mauel Giannantonio

6 gennaio 2012

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