Londra: si complica l’uscita dall’ambasciata per Assange

Londra: si complica l’uscita dall’ambasciata per Assange

Il fondatore di Wikileaks aveva annunciato lunedì che avrebbe lasciato l’ambasciata ecuadoriana a Londra. Secondo il suo avvocato, la situazione nella quale si trova resta ancora da decifrare.

74031632_assangeL’avvocato di Julian Assange ha giudicato “molto difficile” sapere quando il proprio cliente lascerà l’ambasciata ecuadoriana in cui vive recluso da 26 mesi, in ragione delle numero procedure giudiziarie in corso nei suoi confronti. Durante una conferenza stampa tenutasi lunedì mattina, visibilmente appensantito, Assange aveva annunciato che avrebbe lasciato il palazzo diplomatico. I media britannici attribuiscono alla base di questa decisione, la necessità di un intervento di natura cardiaca in una struttura ospedaliera. Informazione prontamente smentita dal diretto interessato: “Lascerò presto l’ambasciata, ma non per le ragioni evocate dalla stampa”.

Seduto al suo fianco il ministro degli Esteri dell’Ecuador, Ricardo Patino, che ha stimato: “La situazione deve concludersi. Due anni, sono molto lunghi. È tempo di liberare Assange. È tempo che i suoi diritti umani siano rispettati”. Inoltre, Patino ha ribadito il pieno appoggio e la protezione per Assange.

Secondo l’avvocato del recluso, Jennifer Robinson, “È molto difficile dare una data per la sua uscita dall’ambasciata finché non avrà ricevuto la garanzia di non essere estradato negli Stati Uniti. Partirà non appena avranno negoziato le condizioni che permetteranno ad Assange di lasciare l’ambasciata con l’assicurazione che l’asilo politico di cui ha beneficiato fino ad oggi, e che lo protegge dal rischio di estradizione verso gli USA, sarà rispettato”, ha spiegato attraverso il canale australiano ABC.

Assange, recluso nell’ambasciata dal giugno 2012, sarà arrestato dalle forze dell’ordine stazionate di fronte al palazzo, ha prevenuto Scotland Yard, il quartiere generale della polizia di Londra. Assange, accusato di violenza sessuale in Svezia (suo paese di origine), teme di essere spedito negli Stati Uniti, dove dovrà rispondere della pubblicazione attraverso il suo sito (Wikileaks), di centinaia di migliaia di documenti confidenziali del governo e dell’esercito Americano.

Di Manuel Giannantonio

([email protected])

19 Agosto 2014

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