Sud Sudan: Inviati soldati per fermare l’avanzata dei Nuer

Sono stati inviati oltre 2000 tra soldati e poliziotti da parte del governo del Sud Sudan come rinforzi insieme a quasi un migliaio di caschi blu appartenenti alla missione dell’ONU che opera proprio in Sud Sudan. Inviati nello stato di Jonglei con l’obiettivo di contrastare e contenere le migliaia di giovani armati della comunità dei Lou Nuer in lotta contro la tribù dei Murle. Le tribù sono in lotta tra loro dalla scorsa estate circa per accaparrarsi il bestiame e l’acqua.

Una lotta violenta fatta di sequestri, omicidi e violenze che hanno portato alla morte moltissime persone. Il più brutale di loro è senz’altro quello che si è verificato l’anno scorso ad agosto quando un gruppo di Murle si scagliò contro alcuni villaggi dei Lou Nuer provocando l’uccisione di circa 700 persone e il sequestro di donne e bambini.. Purtroppo la violenza provoca altra violenza e i Lou Nuer sono decisamente intenzionati a vendicarsi. I Nuer infatti si stanno pericolosamente avvicinando verso il capoluogo della contea Pibor. Riek Machar, vicepresidente del Sud Sudan, ha invitato i Nuer a tornare nelle proprie abitazioni ma nonostante il coprifuoco indotto nella capitale Juba e lo stato d’emergenza decretato a Jonglei, la situazione è ormai fuori controllo anche per le autorità Sud Sudanesi. La gestione dello stato attuale delle cose sembra impossibile per il nuovo stato del Sud Sudan, avvolto in un conflitto interno che sta lentamente distruggendo il paese. L’ONU aveva già lanciato l’allarme sulla tensione dello stato di Jonglei, identificando la cosa come il maggiore ostacolo da superare per una pace continuativa nel nuovo stato indipendente Africano.   

di Manuel Giannantonio

4 gennaio 2012

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