Iran: via la portaerei americana dal Golfo

L’Iran continua il suo braccio di ferro con gli Usa, ormai le esercitazioni missilistiche sul golfo persico continuano da oltre dieci giorni e la presenza di una portaerei americana sullo stretto di Hormuz sta cominciando a diventare il pretesto per rendere la situazione ancora più tesa.

Il Comandante in Capo delle Forze armate, Ataollah Salehi, ha affermato: «Consigliamo vivamente alla portaerei americana che ha attraversato lo stretto di Hormuz e che attualmente si trova nel Golfo di Oman di non ritornare nel Golfo Persico. La Repubblica Islamica d’Iran non ha l’intenzione di ripetere questo consiglio».
La portaerei americana, sa propulsione nucleare, si trova nel golfo da alcuni giorni. Attualmente si trova sullo stretto di Hormuz passaggio marittimo che l’Iran aveva minacciato di chiudere, a questa minaccia gli Usa hanno nuovamente risposto: «intralci al traffico marittimo nello Stretto di Hormuz non saranno tollerati».
Ricordiamo ai lettori di 2duerighe che gli usa hanno applicato nuove sanzioni all’Iran per via della sua condotta sulla ricerca nucleare che sembra volta alla costruzione di armi nucleari e non alla costruzioni di centrali in grado di produrre energia elettrica. L’Onu ha dato all’Iran un termine ultimo per presentare il piano dettagliato del suo piano nuclerare entro marzo, oltre quella data dovrebbero esser prese ulteriori decisioni volte a far render noto l’intento di Teheran. Inoltre lo stretto di Hormuz, che si trova in una posizione strategica tra Iran, Emirati Arabi e Oman, è una delle principali rotte per il transito del petrolio proveniente dall’Iraq e dal Kuwait verso il Mar Arabico e gli oceani, pensate che vi transita circa un terzo del greggio mondiale. La minaccia quindi, da parte dell’Iran di chiudere questo passaggio, frenerebbe le esportazioni petrolifere verso l’Europa e l’occidente, bloccando intere società.
Nuove minacce di sanzioni sono state proposte se l’Iran non renderà noto il suo piano nucleare ma fin ora non sembrano arrivare risposte esaustive, o aperture al dialogo.
Anzi, la scorsa domenica di Mahmud Ahmadinejad, che guida l’Iran, hanno confermato la realizzazione di una barra a combustibile a base di uranio arricchito, un componente fondamentale tanto per la ricerca scientifica quanto per la realizzazioni di reattori nucleari.
A ciò si aggiungono frequenti test missilistici che stanno preoccupando poiché quella mediorientale in questi mesi, visto quanto succede in Iran ed in Siria potrebbe diventare molto facilmente terreno di scontro, di guerra, ed in un certo senso in Siria già si può parlare di guerra visto il gran numero di vittime innocenti che ogni giorno sono causate dalla repressione del regime di Assad.

di Enrico Ferdinandi

3 gennaio 2012

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