Gaza: le scuole nel cuore del conflitto

Gaza: le scuole nel cuore del conflitto

Sei scuole dell’ONU sono state raggiunte dai colpi israeliani. Le strutture sono drammaticamente al centro del conflitto.

Image: At least 16 killed, among them seven children, in UN-run schoolPer la terza volta in 10 giorni, una scuola dell’ONU nella Striscia di Gaza è stata bersaglio dell’esercito israeliano. Nella giornata di domenica, almeno 10 persone sono morte rifugiandosi all’interno di un edificio scolastico a Rafah. Una trentina di palestinesi sono stati uccisi nelle scuole di Bet Hannun il 24 luglio e a Jabaliya il 31 luglio. In totale, sei edifici dell’ONU sono stati colpiti dall’esercito israeliano.

L’UNRWA, organo dell’ONU incaricato dei rifugiati palestinesi, dispone di 245 scuole, delle quali 90 fungono da riparo in caso di scontri violenti. Secondo un rapporto pubblicato domenica, 260 000 palestinesi hanno trovato rifugio all’interno di queste strutture. Hanno così potuto ricevere acqua, cibo, e i prodotti di prima necessità.

Bombardare le scuole sembra davvero essere il più meschino dei gesti di questa guerra. A Jabaliya, un uomo ha testimoniato per il New York Times riferendo della violenza degli attacchi: “Era chiaro che non miravano a una casa in particolare ma hanno bombardato ampiamente la zona”. L’ONU ha duramente condannato questi attacchi mentre secondo quanto riferito da alcuni membri della stessa organizzazione l’esercito israeliano era a conoscenza della posizione degli edifici.

Per spiegare l’attacco avvenuto domenica, Israele ha riconosciuto di aver localizzato tre uomini appartenenti alla Jihad islamica nei pressi delle scuole. Secondo l’esercito israeliano le scuole,gli ospedali e le moschee sono sfruttate da Hamas per “sparare su Israele”. Dei razzi sono stati trovati in alcune scuole della zona ONU.

Con più del 10% della popolazione di Gaza sfollata nelle scuole più sicure, l’ONU è in grande difficoltà, specialmente a Rafah dove la tregua non è in atto. L’anno scolastico comincerà il 24 agosto, in condizioni ancora terribilmente incerte.

Di Manuel Giannantonio

([email protected])

4 Agosto 2014

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