La Corea del nord conferma che non ci saranno dialoghi con Seul

Ufficialmente concluso il periodo di lutto nazionale per la scomparsa del “leader supremo” morto il 17 settembre scorso, la Corea del Nord deve ora guardare avanti. Kim Jong Un è ufficialmente il nuovo leader proclamato dal numero due del regime nord coreano che ha ricordato alla folla presente al funerale quanto siano definite in lui le caratteristiche di leadership, carattere vincente, grinta, coraggio e virtù che appartenevano proprio al padre.

In questa transizione così significativa per il paese chi si aspettava alcuni cambiamenti per il miglioramento della vita dei cittadini rimarrà deluso. La commissione nazionale di difesa, l’organismo più importante della corea del nord, ha infatti annunciato che non ci saranno cambiamenti e che i poco affidabili politici di tutto il mondo incluso il gruppo di “burattini della Corea del Sud”, non devono aspettarsi nessun cambiamento. Se la situazione tra Nord e Sud non è certamente di natura pacifica ad inasprire il rapporto tra le due potenze i “peccati imperdonabili” commessi dai coreani del sud durante i funerali di Kim Jong Il. Si sarebbe verificato una grande mancanza di rispetto da parte di Seul che ha vietato le visite per le condoglianze nella capitale Pyongyang ( Solo due delegazioni sono state autorizzate e sono giunte ad omaggiare il caro leader ). Inevitabilmente arriva l’ennesimo messaggio di sfida ripetuto continuamente dalle televisioni, questa volta firmato Kim Jong Un che minaccia con tono praticamente bellicoso l’arrivo di un mare di lacrime trasformato in fuoco che inseguirà il popolo marionetta e brucerà tutto. Sostanzialmente non si colgono cambiamenti dal regime che fu prima del nonno e poi del padre nelle parole del nuovo leader della Corea del Nord. Alcuni analisti concordano però sulla possibilità che Kim Jong Un rispetto ai suoi predecessori possa effettuare una apertura a quell’economia di mercato propria dei paesi in cui ha studiato. I trascorsi in terra elvetica in cui studiò potrebbero avere delle ripercussioni in questo senso che sarebbero senz’altro positive per lo sviluppo di un paese economicamente sull’orlo del fallimento.

di Manuel Giannantonio

30 dicembre 2011

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook