Siria: due attentati kamikaze a Damasco: 44 morti

Damasco. Due attentati sono stati sferrati nella capitale siriana, nel quartiere di Kafr Susa, un testimone ha riferito di aver sentito due forti esplosioni causate, secondo fonti ufficiali da veicoli-bomba. Diverse vittime  e feriti. La tv nazionale ha riferito che si tratta di “attacchi terroristici” si pensa, per ora, ad opera di al Qaeda. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, dopo le esplosioni si sarebbe innescata una serie di violente sparatorie fra attivisti e forze del regime.
Le esplosioni sono avvenute nei pressi di due basi dell’intelligence siriana a Damasco, un ufficio amministrativo della polizia ed una sede della sicurezza locale.

Un attentato questo che non fa che aumentare la tensione in una nazione che da oltre nove mesi si trova nel caos a causa della violenta repressione messa in atto dalle forze militari di Damasco che fin ora hanno ucciso almeno 5.000 cittadini che in questi mesi hanno espresso il loro diniego nei confronti del regime di Damasco e che chiedono democrazia e le dimissioni del presidente  Bashar al-Assad.
Per ieri erano previsti gli arrivi dei primi 30 osservatori della Lega Araba, fin ora non è giunta alcuna notizia di come si stia evolvendo il loro lavoro anche se la Russia sta lavorando sulla proposta di risoluzione presentata lunedì scorso e per far accelerare l’arrivo degli altri 120 osservatori per domenica prossima.
Sta di fatto che il presidente dell’Assemblea generale Onu, Nassir Abdulaziz al-Nasser, ha affermato che se la missione che la Lega araba sta conducendo in Siria fallirà, la questione delle violenze sarà portata alle Nazioni Unite. Queste le sue parole: «Come presidente dell’Assemblea generale, sono pronto a mediare per contribuire a ristabilire stabilità e sicurezza». Nasser ha poi affermato che attenderà di vedere se la Siria fermerà la violenta repressione del dissenso prima di impegnarsi in qualunque sforzo di mediazione.
C’è da dire che già da fin troppo tempo si attende che Assad fermi le violenze, non sono bastate le sanzioni e le richieste avanzate dalla Lega Arava, dall’Onu e da numerosi paesi, il regime continua a portar avanti la sua “politica” di repressione, facendo anzi finta di niente. Difatti non pochi giorni fa in un intervista Assad aveva dichiarato che le azioni dei suoi soldati non sono repressive ma di pace.
Questi sono i giorni per la verità per il regime di Damasco. Per la maggior parte delle forze politiche Assad non è destinato a durare ancora a lungo il suo regime seguirà il vento della primavera araba e cadrà?

Aggiornamento delle ore 21:08

Il bilancio delle vittime è salito a 44 persone, i feriti sono 166. Gli attentati che fin ora sono stati imputati ad al Qaeda non sono stati per ora ufficialmente rivendicati così c’è chi sostiene che dietro tutto potrebbe celarsi il regime di Assad. A dichiararlo Riad Asaad, leader del cosiddetto “Esercito siriano libero”, queste le sue parole: “C’è il regime dietro gli attentati compiuti questa mattina a Damasco”.
Il presidente siriano Bashar al-Assad ha naturalmente preso le distanze da quanto detto da Riad Asaad ed alla tv al-Jazeera ha affermato: “noi siamo estranei a questa vicenda, che invece fa gli interessi del regime il quale in questo modo dimostra agli osservatori arabi che nel paese combatte il terrorismo”.
Gli Stati Uniti hanno: “condannano con la massima forza” gli attentati, il portavoce del Dipartimento di Stato, Marc Toner ha detto: “per nove lunghi mesi il regime di Assad ha usato la tortura e la violenza per sopprimere le aspirazioni del popolo siriano ad un cambiamento politico pacifico. È cruciale che gli attentati di oggi non impediscano il lavoro”. Il lavoro degli osservatori, sarà difatti fondamentale per il futuro della Siria.

di Enrico Ferdinandi

23 dicembre 2011

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