Siria: Idlib rasa al suolo, oggi arrivano i primi 30 osservatori

Secondo gli attivisti quella di ieri è stata una delle giornate più sanguinose da quando è in atto la repressione da parte del regime di Damasco. La città di Idlib sarebbe stata completamente distrutta dalle forze armate di Assad che non avrebbero risparmiato nulla, nemmeno l’ospedale.

Un ufficiale dell’esercito siriano libero, Mohamed Hamdo, ha dichiarato alla Cnn che la scorsa settimana i: “jet governativi hanno bombardato una moschea dove 100 civili pregavano o si erano rifugiati”. Il militare ha poi affermato: “Abbiamo informazioni che loro (le truppe fedeli al regime di Bashar al Assad) stanno preparando un attacco per controllare il confine con la Turchia. Stiamo organizzando i nostri plotoni per lanciare una controffensiva. Stanno usando razzi terra-aria, mortai, jet e artiglieria”.
Come detto qui su 2duerighe ieri notte c’è stata una rivolta a Douma, città satellite di Damasco dove gli attivisti hanno dichiarato: “Siamo qui per difendere i dimostranti. Possiamo colpire anche il Palazzo presidenziale”.
Da lunedì ad oggi sono oltre 300 le vittime degli scontri causati dalla repressione. Ieri notte un portavoce della Casa Bianca ha affermato che il regime di Assad sta per cadere, non è destinato a durare ancora molto. Questa sicuramente è la giornata della verità in quanto a Damasco sono attesi i primi trenta osservatori della Lega Araba, che guidati dal  diplomatico egiziano Samir Sayf al Yazal dovranno preparare il terreno per l’arrivo degli altri 120 osservatori che saranno operativi per fine mese. Gli attivisti e le forze che si oppongono al regime di Assad hanno visto la firma che ha dato il permesso all’invio di osservatori solo come un modo per guadagnare tempo, tanto che Assad subito dopo l’accordo ha intensificato “l’operato” dei suoi militari ed ha promulgato una legge che prevede la pena di morte per chi vende armi ai terroristi (in questo caso gli attivisti per il regime sono i manifestanti).
Intanto dall’Onu e dagli altri paesi crescono le pressioni, ieri anche la Francia ha espresso la sua preoccupazione per quanto sta succedendo e per la morte di così tante persone, ieri nelle città di Idlib, di Homs le uccisioni sono state tantissime.

di Enrico Ferdinandi

22 dicembre 2011

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