Egitto: ancora scontri, manifestanti accusano il governo militare

Ancora scontri al Cairo tra manifestanti e forze dell’ordine. Secondo fonti del posto, le due persone rimaste uccise sarebbero soffocate per colpa dei lacrimogeni ma, voci partite da twitter ,ritengono che a ucciderli siano stati dei proiettili. Già ieri l’edificio dell’accademia scientifica adiacente alla piazza aveva preso fuoco portando alla distruzione di diversi libri antichi. Alcuni giovani si erano anche scontrati con i militari per proteggere i testi non ancora danneggiati.

La violenza è scoppiata all’indomani del secondo turno di elezioni per il nuovo parlamento egiziano, gli agenti hanno lanciato gas sulla folla per sgomberare piazza Tahrir mentre i manifestanti hanno risposto lanciando delle pietre. Gli Stati Uniti, tramite il segretario di stato, Hilary Clinton, hanno espresso la loro preoccupazione e hanno invitato il governo del Cairo a rispettare i diritti umani. Un video infatti, che sta girando sui social network, mostra le immagini di una donna brutalmente picchiata dall’esercito e altri atti di violenza.
Il bilancio, dall’inizio delle proteste, è di 10 morti e 400 feriti. Le forze armate questa mattina hanno chiuso con un muro di cemento la strada principale che porta a piazza Tahrir per evitare nuove occupazioni. In molti contestano il governo di transizione guidato da Kamal al-Ganzuri che, durante una conferenza stampa, ha chiamato i manifestanti “controrivoluzionari”. La folla in piazza lo accusa di essere vicino al vecchio regime egiziano e chiede il potere governativo in mano ai civili. Secondo I manifestanti infatti, le conquiste ottenute dalla rivoluzione del 25 gennaio sono inutili fino a quando l’esercito continuerà a reggere le sorti dell’Egitto.

di Laura Cesaretti

19 dicembre 2011

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