Israele: si teme l’allargamento del conflitto con Gaza

Israele: si teme l’allargamento del conflitto con Gaza

Nuovi missili aerei hanno colpito il sud di Israele in risposta ad un raid israeliano avvenuto a Gaza, in un contesto di una violenza feroce che lascia intendere la possibilità dell’allargamento della guerra tra Israele e Hamas.

Gaza__09_465617aQuesta successione di rappresaglie aeree sistematiche è accelerata dopo il rapimento dei tre studenti israeliani in Cisgiordania avvenuto il 12 giugno la cui morte è stata annunciata ieri. Martedì, almeno 14 missili sono stati indirizzati nella striscia di Gaza abbattendosi nel sud di Israele, senza fare vittime ne danni, all’indomani della morte di un uomo palestinese.

Il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha nuovamente minacciato di rafforzare gli attacchi israeliani contro i palestinesi, dove Hamas è incaricato della sicurezza.

Se questi attacchi continuano si sono due possibilità: o Hamas pone fine a tutto questo o lo faremo noi. Raccomando fortemente ad Hamas di tenere conto del fatto che non tollereremo il moltiplicarsi di questi attacchi”, ha dichiarato il Premier israeliano.

Il ministro degli Esteri Avidgor Lieberman, ha proposto una rioccupazione di Gaza ricordando che “le operazioni limitate contro Hamas non fanno altro che rinforzarlo”. Anche il ministro Yair Lapid, considerato come uno dei più moderati, ha puntato il dito contro Hamas affermando che è ora di intervenire.

La situazione si fa sempre più violenta e gli attacchi si succedono sistematicamente. In rappresaglia, l’aviazione israeliana ha replicato a colpi di raid aerei eliminando alcuni soldati palestinesi. Due membri del Comitato di resistenza popolare, un gruppo radicale di Gaza, sono stati uccisi venerdì.

Tuttavia, secondo alcuni commentatori, i capi militari israeliani sono ostili ad un’operazione via terra a Gaza, poiché potrebbe provocare la perdita di alcuni soldati e suscitare condanne internazionali.

In Cisgiordania, cinque palestinesi sono stati uccisi dai soldati israeliani dall’inizio dell’operazione di ricerca battezzata “Guardiani dei nostri fratelli”, e quasi 4000 Palestinesi sono stati arrestati, in grande maggioranza membri di Hamas.

Un responsabile di Hamas, Moussa Abou Marzouk, ha accusato il Presidente palestinese di aver abbandonato la Striscia di Gaza nonostante l’accordo di riconciliazione del movimento islamico. L’ultima grande operazione condotta da Israele nella Striscia di Gaza risale a novembre 2012 e iniziò con l’assassino del capo delle operazioni militari di Hamas, Ahmad Jaabari.

Durante gli otto giorni di scontri, l’aviazione israeliana ha lanciato centinaia di raid, mentre centinaia di missili si abbattevano su Israele, raggiungendo anche Tel-Aviv. 177 Palestinesi e sei israeliani sono stati uccisi, per la maggioranza civili.

Di Manuel Giannantonio

2 Luglio 2014

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