Siria: Ue favorevole alla risoluzione, Assad: “sono tranquillo”

Dopo la richiesta all’Onu della Russia che ha chiesto di procedere quanto prima per una risoluzione contro le violenze repressive in atto in Siria a parlare è il diretto interessato delle accuse: Bashar al Assad. Il presidente siriano ha affermato di sentirsi: “tranquillo della situazione interna in Siria.

Le forze militari e di sicurezza lavorano per mantenere sotto controllo le sacche di tensione in alcune zone del Paese, in particolare a Homs e nei suoi dintorni”.
Non è la prima volta che Assad minimizza sulla condotta che il suo regime sta portando avanti dallo scorso marzo. Per il presidente: “Il controllo di questi territori è assicurato grazie a operazioni chirurgiche che impediscono l’uccisione di un numero maggiore di innocenti”. Assad ha confermato di aver dato: “indicazioni ai responsabili militari e della sicurezza di prendere le misure necessarie per proteggere gli abitanti di ogni città siriana e per non permettere che queste località diventino ostaggi di alcuni gruppi di sicurezza”. Il rais si dice inoltre: “tranquillo per certi aspetti del clima regionale e internazionale, sottolineando il fallimento delle pressioni straniere. A tal proposito al Assad ha espresso la sua soddisfazione per i rapporti con Russia e Iran, per il loro ruolo positivo nella protezione della Siria dai pericoli”.
Intanto oggi l’Unione Europea, tramite un portavoce ha commentato il gesto di ieri della Russia (che ricordiamo in un primo momento, ad ottobre, era di parere completamente opposto) come: “un piccolo passo in avanti. Ad alcuni paesi più critici, come Germania, Gran Bretagna, Francia e Usa, la bozza di risoluzione della Russia sembra debole e di conseguenza il documento andrà avanti e indietro – fra le varie delegazioni – per riuscire ad arrivare ad un possibile accordo”.
È secondo il portavoce dell’Ue però importante il fatto che la Russia: “si sia spinta un po’ più in là: chiede un accesso delle agenzie umanitarie ed è aperta all’ipotesi di un embargo sulle armi per entrambe le parti, governo e opposizione, il che costituisce un fatto del tutto nuovo per la Russia. Non so dove si approderà, è un piccolo passo ma almeno si è registrato un movimento al Consiglio di sicurezza”.
Mentre oggi l’Onu ha comunicato che entro la prossima settimana sarà effettuato il voto sulla richiesta della Russia di chiedere a “tutte le parti in Siria di interrompere immediatamente qualsiasi forma di violenza”, oggi altri si sono registrate altre manifestazioni e scontri nel paese mediorientale.
Secondo l’opposizione al regime di Bashar al-Assad, oggi almeno 200.000 persone hanno manifestato ad Homs (una delle tre principali città siriane e da mesi al centro delle manifestazioni degli attivisti) contro il regime di Damasco. La rivolta si fa sempre più rivoluzione, agli attivisti ed ai civili che manifestano contro Assad si aggiungono ogni giorno sempre più militari che hanno disertato e che negli ultimi due giorni hanno dato vita all’Esercito di liberazione siriano. Eserciti, clima sempre più teso a livello internazionale, poca disponibilità al dialogo da parte di Damasco sono gli ingredienti che spingono a paragonare l’attuale situazione siriana a quella libica, una guerra al regime più cruenta sembra esser dietro l’angolo, così come sembra esserlo l’intervento di altre nazioni (prima fra tutte Russia ed Usa).
C’è da dire infine che l’ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vitaly Churkin ha nel corso della giornata ricordato che: “In merito alla necessità di fermare le violenze, difendere i diritti umani e accelerare le riforme, crediamo che sia importante indirizzare un messaggio forte alla Lega Araba che la incoraggi a continuare i suoi sforzi e a lavorare insieme al governo della Siria”.

di Enrico Ferdinandi

17 dicembre 2011

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