Siria: HRW denuncia l’impiego dei bambini in guerra

Siria: HRW denuncia l’impiego dei bambini in guerra

L’ONG stima che ribelli siriani arruolino nel conflitto bambini che hanno anche solo 15 anni. Alcuni giovani sarebbero stati sfruttati in alcune missioni suicide.

130628_syriaHuman Rights Watch ha esortato i ribelli siriani ad interrompere l’invio in guerra degli adolescenti avvisando i paesi finanziatori di questi gruppi che potrebbero essere perseguiti per “crimini di guerra”.

Un rapporto pubblicato lunedì intitolato “forse vivremo, forse moriremo: reclutamento e utilizzo dei bambini da parte dei gruppi armati in Siria”, un paese in guerra civile da più di tre anni, denuncia che i gruppi estremisti come lo Stato islamico in Iraq, hanno reclutato dei bambini mescolando studio e addestramento alle armi fornendo loro compiti pericolosi, tra i quali le missioni suicide”, assicura l’organizzazione dei diritti dell’Uomo che ha sede nella grande mela.

Il rapporto è fondato sulle esperienze di 25 bambini soldato in attività ed altri che lo sono stato in Siria. Hanno combattuto nei ranghi dell’Esercito siriano libero, il Fronte islamico, il Front Al Nosra (gruppo legato ad Al Qaeda) e nelle fila delle forze Curde. Tuttavia, l’inchiesta non evoca le milizie pro-governo. Per ragioni di natura logistica e di sicurezza, l’inchiesta non ha riguardato le milizie governative.

I gruppi armati non devono tentare di arruolare i bambini vulnerabili che hanno visto i loro genitori uccisi, le loro scuole bombardate e il loro ambiente distrutto”, assicura l’autore del rapporto Priyanka Motaparthy, ricercatrice dei diritti dei bambini presso l’ONG. “Gli errori del conflitto armato in Siria diventano ancora peggiori inviando i bambini a combattere”.

Il numero dei bambini soldato è tutt’oggi sconosciuto ma un’organizzazione siriana vicina all’opposizione, il Centro di documentazione delle violazioni, ha rilevato che 194 bambini “non civili” sono stati uccisi in Siria da settembre 2011. I bambini coinvolti nel rapporto dell’organizzazione hanno partecipato al confluito, agendo come tiratori imboscati, spie, curando i feriti sul campo, portando le munizioni, e coprendo altri ruoli.

Molti hanno affermato di aver raggiunto i ribelli per seguire i propri amici o parenti, altri hanno spiegato che gli scontri avvenivano nel proprio quartiere e che non potevano andare a scuola ne svolgere altre attività. Alcuni hanno partecipato alle manifestazioni pacifiche durante i primi giorni della contestazione del mese di marzo del 2011. Le persone intervistate erano tutti dei ragazzi ma il partito Curdo dell’Unione democratica recluta ugualmente delle ragazzine per pattugliare le zone sotto controllo.

La storia della Siria da tre anni si sta scrivendo con il sangue. Mandare i bambini in guerra però è il più grande dei crimini che si possa permettere. Urge un intervento degli organismi internazionali.

Di Manuel Giannantonio

([email protected])

24 Giugno 2014

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