Siria: Russia chiede risoluzione Onu contro repressione

Nella giornata in cui la Russia ha presentato all’Onu una proposta di risoluzione per la Siria nella quale condanna: “le violenze di tutte le parti, compreso l’uso sproporzionato della forza da parte delle autorità siriane”, altre 40 persone hanno perso la vita, molte di loro sono soldati.

La repressione continua quindi ha far aumentare la tensione a livello internazionale e perfino la Russia, che in un primo momento (il 4 ottobre) si era detta contraria a provvedimenti ed aveva posto il veto su una risoluzione di condanna, ora (dopo  aver annunciato di aver inviato tre navi da guerra che dovrebbero arrivare in Siria per marzo) ha chiesto ufficialmente che le Nazioni Unite intervengano per porre fine agli atti di violenza repressiva messi in atto dal regime di Assad nei confronti dei manifestanti che chiedono la formazione di un governo democratico.
Come detto oggi sono morte altre 40 persone nel corso di un altro scontro avvenuto nel sud del paese tra soldati lealisti contro militari disertori e civili. Ieri il Time aveva “proclamato” personaggio dell’anno il manifestante, simbolo proprio di una primavera araba che ha già portato speranze democratiche in Tunisia, Egitto, Libia… parliamo di speranze poiché il processo che porta ad un effettivo stato democratico è sempre molto lungo e complesso, non basta far cadere un regime. Anche in Siria il “manifestante” riuscirà a portare questo “vento nuovo” di speranza?
Sta di fatto che da metà marzo (inizio delle rivolte) ad ora le vittime della repressione sono salite, secondo l’Onu a oltre 5.000 persone, mentre secondo gli attivisti si parla di almeno 10.000 decessi. La tensione è cresciuta sempre più in questi mesi, Damasco non solo ha intensificato le azioni repressive (con violenze che ledono i diritti umani inenarrabili) ma le ha estese anche al di fuori del reale: mettendo sotto controllo, grazie all’ausilio di una società italiana, il traffico web per supervisionare le attività di tutti i siriani. Ciò ha fatto si che prima la Russia e poi gli Usa si sono detti pronti ad interventi militari e secondo fonti vicine al regime, Assad ha già dato disposizioni per le prime esercitazioni militari.
Sta di fatto che quanto fatto oggi dalla Russia rappresenta una svolta poiché proprio il paese che più di tutti era rimasto inerme (ed aveva anche votato contro ad ottobre sulla risoluzione di condanna) ora si fa parte attiva nella stesura di una nuova richiesta di condanna. Per l’ambasciatore francese all’Onu, Gerard Araud, questo è: “un avvenimento straordinario poiché la Russia ha alla fine deciso di uscire dalla sua inazione e di presentarci una risoluzione sulla Siria. Il testo che ci è stato presentato è un testo che merita evidentemente molti emendamenti perché è squilibrato. Ma è un testo sulla base del quale potremo negoziare. Stessa linea di disponibilità da parte degli Usa, detto il segretario di Stato Hillary Clinton ha affermato che: “gli Stati Uniti sono pronti a lavorare con la Russia sulla risoluzione”. Tuttavia secondo gli Usa il testo presentato oggi dalla Russia contiene: “elementi che non possiamo sostenere”, questi elementi si riferiscono “all’apparente parità” tra forze di sicurezza siriane e manifestanti. Ora non si attende altro che i membri dell’Onu si mettano d’accordo sul testo della risoluzione di condanna: forse anche per la Siria spirerà un “vento nuovo” di speranza democratica.

di Enrico Ferdinandi

15 dicembre 2011

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