Russia: Putin accusato di brogli, proteste in tutto il paese

Dopo le elezioni del 4 dicembre che aprono la strada a Vladimir Putin verso la vittoria alle presidenziali di marzo, le opposizioni sovietiche hanno indetto una giornata di manifestazioni in tutta la Russia, al fine di protestare per i presunti brogli elettorali.

Le prime città a scendere in piazza stamane sono state Chabarovsk e Vladivostok, situate nell’estremo oriente, in siberia, dove le forze locali hanno fermato una sessantina di persona per manifestazione non autorizzata.

Nelle ultime ore le proteste si sono concentrate a Mosca dove gli organizzatori ritengono probabile la presenza di più di 150mila persone, un risultato sicuramente superiore ai 30mila autorizzati dal comune.
Fermi e arresti si sono resi necessari a San Pietroburgo, città natale dei leader sovietici Putin e Medvenev, dove una decina di manifestanti si sono resi protagonisti di atti vandalici ai danni di banche e negozi.
Al grido di “elezioni libere”, “Putin ladro” e “Russia libera” si sono fatti strada per la città di Mosca i cortei che hanno questa volta ringraziato le forze di polizia che per la prima volta hanno appoggiato la manifestazione. In passato le forze dell’ordine venivano chiamate a disperdere con l’uso della violenza ogni tipo di manifestazione anche se pacifica.

Alle opposizioni si sono uniti personaggi pubblici e dei media, solitamente accusati di censurare ogni voce contraria a quella governativa. Un giornalista di Ntv, Alexiei Pivovarov, ha annunciato che rifiuterà di presentare il tg delle 19.00 se non si darà notizia della manifestazione. Finora le tv statali non hanno ancora dato notizia della manifestazione.
Ad alimentare le proteste infine si sono rese partecipi del solito spogliarello le attiviste del FEMEN, gruppo femminista ormai noto alle cronache di mezzo mondo per le loro proteste in topples, da ricordare lo strip-tease davanti il Vaticano durante l’angelus del Papa di qualche settimana fa. Questa volta le attiviste di sono denudate davanti la chiesa del “Cristo Saggio”, accolte dallo sdegno dei fedeli presenti, e dai manganelli delle forse di polizia corse ad arrestare le ragazze.

di Morris Bisanti

10 dicembre 2011

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