Siria, gli Usa inviano sottomarino: Assad si prepara alla guerra

Siria, Abc intervista Assad: ”Non sono responsabile repressione”

Continua a mietere vittime la repressione che il regime di Assad sta portando avanti da quasi nove mesi, ieri secondo gli attivisti del Comitato generale della rivoluzione siriana almeno altre 31 persone sono state uccise in operazioni di “sicurezza” delle forze militari di Damasco.
Nonostante le sanzioni inflette al paese dalla Lega Araba, dagli Stati Uniti e dall’Ue il presidente siriano Bashar al Assad continua a seguire la sua “linea politica” anzi, nel corso di un intervista concessa alla reta americana Abc ha affermato di non essere “responsabile della repressione in Siria”, Assad ha aggiunto:

“Io sono il presidente non il padrone del Paese – per Assad bisogna distinguere – tra una repressione politica deliberata e qualche errore commesso da alcuni responsabili”.
Proprio lo stato americano sta cercando di imporsi con maggior risolutezza per porre fine alle violenze, oggi difatti l’Amministrazione Obama ha deciso di far tornare l’ambasciatore americano Robert Ford a Damasco. Ford era stato richiamato il 22 ottobre e dovrebbe tornare in Siria entro oggi, per gli Usa la sua presenza sarà fondamentale per supervisionare la situazione e fungere da testimone per riportare cronaca delle violenze perpetrate dalle forze di sicurezza di Assad.
Il Dipartimento di Stato americano, ha questa mattina confermato che: “L’ambasciatore Robert Ford ha completato le sue consultazioni a Washington e sta tornando in Siria”. Il dipartimento ha poi precisato che Ford avrà il compito di riferire quanto succede in Siria e trattare con la società siriana “su come metter fine allo spargimento di sangue e raggiungere una transizione politica pacifica. Crediamo che la sua presenza nel Paese è tra i modi più efficaci per trasmettere il messaggio che gli Stati Uniti stanno dalla parte del popolo della Siria”.
Anche l’ambasciatore francese Eric Chevallier, è tornato a Damasco (già da lunedi) per lo stesso motivo. Un porta voce del ministero francese, Romain Nadal, ha affermato: “Chevallier ha raggiunto Damasco lunedì. Il rientro del nostro ambasciatore a Damasco non significa che le preoccupazioni siano finite ansi. Ma il suo lavoro in Siria è importante. La Francia é più che mai dalla parte del popolo siriano”.
Intanto la Casa Bianca in un comunicato, a ricordato a Damasco il suo dovere nel rispettare la convenzione di Vienna che prevede la protezione delle rappresentanze diplomatiche.
Ricordiamo ai nostri lettori che fin ora hanno perso la vita almeno 4.000 civile a causa della violenta repressione messa in atto dalle forze di Assad. Repressione fatta di violenze sessuali, torture ed esecuzioni.

 

Aggiornamento delle ore 14:00

La tv satellitare al-Arabiya ha questa mattina lasciato intendere che nel paese siriano si respira già aria di guerra. La scorsa settimana la Russia aveva annunciato l’invio di tre navi da guerra e ieri dall’Egitto è arrivata la notizia che anche alcune navi da guerra americane sono in arrivo sulla costa siriana. Al-Arabiya parla anche di un sottomarino nucleare Usa che avrebbe già attraversato il canale di Suez passando per il Mar Rosso, il Mediterraneo ed ora sarebbe già nei pressi della Siria. Il regime di Bashar al-Assad secondo alcuni giornalisti siriani avrebbe già dato il via ad una serie di esercitazioni militari. La guerra in Siria è alle porte?

di Enrico Ferdinandi

7 dicembre 2011

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