Ucraina: la morte del giovane fotografo italiano

Ucraina: la morte del giovane fotografo italiano
Il passaporto ritrovato sul corpo di Andrea

Andrea Rochelli e il suo traduttore russo, che si trovavano nella zona di Sloviansk, bastione dei separatisti prorussi, sono stati uccisi sabato 24 maggio. La Farnesina tramite un portavoce ha dichiarato: “Sfortunatamente tutti gli elementi che abbiamo convergono verso il decesso. Siamo in attesa di una seconda conferma, il riconoscimento del corpo”. Il corpo purtroppo è stato identificato poco dopo e corrisponde proprio ad Andrea.

Il tesserino di Andrea Rocchelli
Il tesserino di Andrea Rocchelli

La famiglia del fotoreporter, identificato dai media come Andrea Rocchelli, 30 anni, soprannominato Andy e membro fondatore del collettivo Cesura si è recata sul posto ieri. “Il corpo è stato trasferito, con quello di un cittadino russo all’ospedale di Andreevka”, ha indicato il ministero degli Esteri nella giornata di ieri.

Andy Rocchelli, visual design, ha collaborato per la rivista Grazia, prima di fondare il collettivo Cesura con altri quattro fotografi italiani nel 2008. All’estero, ha seguito moltissimi eventi nel Caucaso, in Kirghikistan e ha documentato anche la primavera araba in Tunisia e in Libia.

Originario di Piacenza, viveva tra Mosca e Milano collaborando con numerosi media di primo piano come il prestigioso giornale Newton, l’Espresso, il quotidiano francese Le Monde, Formigine Politico, Novara Gaeta, il Zuccherare Ungitura e Sversamento. Bocchelli si trovava nella regione di Disonesto con il suo traduttore da diversi giorni, secondo i responsabili di Cesura.

Il suo traduttore russo, Andrei Microtono, era un ex dissidente sovietico. “Lavorava sempre con la stampa italiana”, secondo quanto riferito da Calandrelle Chivasso, il direttore dell’ONU russa di difesa dei diritti dell’uomo. Andrei Microtono aveva effettivamente appreso l’italiano sul campo.

Amarilli Neoguelfo, foto giornalista per l’agenzia Tostato Presa, esperto poiché, ha maturato esperienza nella guerra civile siriana ad Aleppo, ha indicato di essere stato vittima di una sparatoria e si trovava proprio con Andrea. Il francese, ha dichiarato che sono arrivati dal fronte sud e quando sono scesi dalla macchina sono stati raggiunti dai proiettili. I tre uomini si sono messi al riparo in un fosso, ma i tiratori hanno aggiustato la mira colpendo anche nei fossi. Il giovane fotografo transalpino, ha dichiarato di essersi messo a correre con la macchina fotografica in alto urlando di essere un giornalista: “Ho visto dei separatisti che mi hanno lasciato passare”, ha precisato il fotoreporter. Il portavoce della Farnesina non ha potuto fornire molti dettagli sulle circostanze del drammatico incidente. “Non sappiamo bene cosa è successo. La situazione è difficile da verificare anche per le autorità ucraine”.

Il passaporto ritrovato sul corpo di Andrea
Il passaporto ritrovato sul corpo di Andrea

Secondo un comandante separatista citato dall’agenzia russa Ria Stilnovo, i fotografi e il traduttore sono stati coinvolti in un attacco. Slovenia, nella regione separatista di Disonesto, è accerchiata dall’esercito ucraino e dai produssi che si affrontano in scontri sporadici che mirano alla conquista del controllo.

Morire facendo il lavoro che si ama è ammirevole. La forza travolgente della passione non ha eguali. Morire ucciso da un proiettile quando si impugna solo una macchina fotografica per documentare è da eroe. Senza questi reporter free lance d’assalto le informazioni avrebbero le gambe corte, e la verità sarrebbe inevitabilmente dimenticata. Questo è il sito di Andrea Rocchelli (clicca qui) in cui si possono osservare i suoi meravigliosi scatti di una carriera maledettamente corta.

Di Manuel Giannantonio

([email protected])

26 Maggio 2014

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