Siria: “condanna Onu incita violenza”, oggi altri 18 morti

Ieri il Consiglio dell’Onu per i diritti umani ha approvato la risoluzione di condanna per il regime del presidente Assad per violazioni dei “diritti umani, estese, sistematiche e flagranti”. Secondo l’Onu da metà marzo ad oggi le vittime della repressione messa in moto dai militari del regime ha causato almeno 4.000 uccisioni, oltre duecento sono bambini. Numeri che sono propri di una “guerra civile” che deve esser fermata quanto prima. Dal rapporto dell’Onu sono emersi particolari raccapriccianti: violenze sessuali, uccisioni afferrate, torture…

Alla decisione delle Nazioni Unite si sono dette contrarie solo quattro nazioni, tra cui Russia e Cina, che già in precedenza erano in disaccordo con l’idea di dare sanzioni al paese mediorientale. Quest’oggi l’agenzia siriana Sana ha affermato che la risoluzione di condanna dell’Onu ha: “incitato la prosecuzione degli atti di terrorismo”.
Anche la Santa Sede ha quest’oggi espresso la sua preoccupazione per quanto sta succedendo in Siria: gli scontri di oggi hanno causato di fatti altri 18 morti.
Il rappresentante permanente presso l’Onu a Ginevra, Silvano Tommasi, ai microfoni di Radio Vaticana ha questa mattina chiesto alla comunità internazionale: “non solo di muoversi con delle sanzioni, ma di garantire per un dopo-crisi una partecipazione giusta di tutte le forze del Paese per una ricostruzione e una possibilità di convivenza serena e pacifica”.
Le azioni repressive del regime siriano potrebbero quindi finire davanti alla corte criminale internazionale. Le forze militari intanto continuano a giustificare il loro operato affermando che la guerriglia in corso non dipende da loro, ma da estremisti che continuano ad attaccare le forze governative e gli edifici pubblici.
Centinaia di siriani ogni giorno cercano di fuggire dal paese, il regime cerca di reggere le fila, a farne le spese sono però solo i cittadini che chiedono democrazia, lo ricordiamo, anche oggi ne sono morti 18.

Nelle ultime ore l’agenzia d’informazione siriana “Xinhua” a reso noto che un esponente del ministero degli Esteri siriano ha definito la decisione di ieri delle Nazioni Unite: “oltraggiosa – e che ha lo scopo di- incitare e sostenere azioni terroristiche e prolungare la crisi”. Il regime di Bashar al-Assad continua dunque ad ignorare le critiche che gli sono state fin ora rivolte rendendo la situazione sempre più tesa.

di Enrico Ferdinandi

3 dicembre 2011

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