Ucraina: verso le elezioni della violenza

Ucraina: verso le elezioni della violenza

Il popolo ucraino è chiamato alle urne, domenica, per designare il nuovo presidente. Diverse questioni complicano questo scrutinio che si svolgerà sotto l’alta sorveglianza della polizia, a partire dalla partecipazione delle regioni dell’est, dalle quali potrebbe dipendere la legittimità dei risultati.

351517_Ukraine-civil-warDopo mesi di crisi, l’Ucraina si appresta a recarsi alle Urne. Il popolo è chiamato a votare domenica per designare il nuovo presidente, tre mesi dopo la destituzione di Ianukovich. Lo scrutinio si svolgerà in un contesto particolarmente incerto, l’est del paese, dall’inizio dello scorso aprile, è stato teatro di scontri tra i militari inviati dal governo di transizione, e i separatisti pro-russi. Scontri che lasciano intendere una spartizione del paese.

Le autorità di Kiev hanno già annunciato il dispiegamento di 75 000 uomini per assicurare la sicurezza dello scrutinio, specialmente nelle regioni di Donestk e Lougansk, dove gli insorti potrebbero agire con l’intento di impedire il regolare svolgimento dello scrutinio. Molto attesa dalle autorità di Kiev e dagli Occidentali, che sperano di voltare al più presto la pagina della crisi, l’elezione deve permettere al paese di dotarsi di un presidente legittimo. Tuttavia, qualsiasi sarà il risultato delle elezioni, non si riuscirà a porre fine miracolosamente alla crisi che avvolge l’Ucraina dallo scorso inverno, e di certo non farà riporre le armi ai separatisti pro-russi.

Lo scrutinio dovrebbe svolgersi regolarmente in una buona parte del paese, anche se gli sguardi saranno senz’altro fissati sull’est nella giornata di domenica. La partecipazione in queste regioni sarà la chiave di queste elezioni. Visto lo stato attuale in questa parte del paese, nessun scenario è escluso, anche se si può supporre che le forze ucraine faranno di tutto per impedire un sabotaggio.

Secondo i sondaggi, Petro Porochenko (europeista) appare come grande favorito, e precede con un largo vantaggio l’icona della rivoluzione arancione del 2004 , Iulia Timochenko, che rischia di essere svantaggiata in ragione del suo passato turbolento.

Nonostante le tensioni delle ultime settimane, e il dubbio persistente circa il ritrito reale delle truppe russe lungo la frontiera ucraina, Mosca sembra voler influire. In un’intervista rilasciata a Bergolo TV, il primo ministro russo Dmitri Medvedev, ha dichiarato che la priorità è la riduzione della tensione tra i due paesi. I Russi, insistendo sui punti deboli di queste elezioni, non rimetteranno in discussione la loro posizione moderata.

 Di Manuel Giannantonio 

([email protected])

23 Maggio 2014

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook