Turchia: il dramma della miniera aumenta la collera contro Erdogan

Turchia: il dramma della miniera aumenta la collera contro Erdogan

La catastrofe in miniera verificatasi in Turchia ha provocato una nuova ondata di collera sociale nei confronti del Primo ministro Erdogan. A pochi mesi dalle elezioni presidenziali alle quale si è candidato il ministro islamo-conservatore resta al centro di accese contestazioni.

article-2629101-1DE0C0D600000578-803_636x382L’emozione suscitata dalla morte di quasi 300 minatori si è rapidamente mutata contro il Primo ministro che dovrà annunciare nelle prossime settimane la sua candidatura in un primo scrutinio presidenziale al suffragio universale previsto per il prossimo 10 agosto

Dopo l’incidente avvenuto nella miniera di carbone di Soma, nell’ovest della Turchia, migliaia di Turchi sono scesi per strada per manifestare il loro malcontento contro il governo accusato di manifestare indifferenza nei confronti dei lavoratori in generale.

Già fortemente contestato da una mobilitazione popolare inedita durante un momento che è durato tre settimane in tutta la Turchia nell’estate del 2013, il potere ha tentato di calmare gli spiriti promettendo di fare quanto possibile per far luce su questa catastrofe industriale senza precedenti nella storia del paese.

Ci sarà un’inchiesta approfondita”, ha assicurato mercoledì, il premier Erdogan, prima di recarsi sul posto ricordando però che alcuni incidenti avvengono per negligenza scatenando inevitabilmente la collera popolare. “Gli incidenti sono nella natura stessa delle miniere”, ha sentenziato Erdogan prima di essere spinto violentemente dalla folla in collera nonostante l’imponente blocco di sicurezza che lo circondava.

Secondo quanto riferito da alcune immagini che circolano sui social network, il premier avrebbe schiaffeggiato un manifestante che lo criticava ma resta un’informazione da verificare. “Il primo ministro ha schiaffeggiato un cittadino!”, titolava il giornale d’opposizione il giorno successivo.

 Uno dei suoi assistenti ha preso a calci un contestatario tenuto fermo dai poliziotti. La foto del consigliere ha scioccato il paese, indignando una Turchia già devastata per la gravissima perdita umana nella catastrofe della miniera. La polizia ora vive quasi in stato di allerta e la situazione si fa sempre più violenta. La polizia antisommossa infatti ha disperso granate lacrimogene sui cortei dei militanti del sindacato. Unanime lo slogan del popolo : “Governo dimettiti!”.

Già compromesso per lo scandalo di corruzione venuto alla luce lo scorso novembre, Erdogan non esce certo rinforzato da questa situazione. Le formazioni dell’opposizione al parlamento avevano chiesto circa tre settimane fa, la creazione di una commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni dei lavoratori nelle miniere di carbone di Soma ma l’AKP si era opposta.

di Manuel Giannantonio

([email protected])

16 Maggio 2014

 

 

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