Iran: Londra e Oslo chiudono ambasciate a Teheran. L’Italia sarà la prossima?

Dopo l’assalto all’ambasciata inglese a Teheran di ieri la tensione fra Inghilterra ed Iran è altissima. Le autorità inglesi hanno ordinato l’immediata evacuazione dell’ambasciata dal paese mediorientale reo di non aver garantito, come richiedono le leggi internazionali, protezione al corpo diplomatico presente nella delegazione britannica. Ieri il ministero degli Esteri inglese aveva affermato: “Siamo indignati.

E’ assolutamente inaccettabile e lo condanniamo”.
Anche il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, ha affermato che quello di ieri è stato: “un affronto al popolo britannico e alla comunità internazionale. Siamo pronti a contribuire in ogni modo per far capire che i governi hanno il dovere di proteggere le vite e le proprietà della comunità diplomatica e ci aspettiamo che il governo iraniano lo rispetti”,
Oggi arriva la notizia che anche l’ambasciata norvegese presente a Teheran è stata chiusa, il personale si trova ancora in Iran ma molto probabilmente verrà fatto evacuare quanto prima. Dure condanne per le violenze di ieri sono arrivate anche dal consiglio di sicurezza dell’Onu, a rispondere alle accuse è stato il presidente del Parlamento iraniano che ha affermato che queste sono accuse “affrettate e porteranno instabilità nella sicurezza globale”.
Per oggi è prevista una riunione degli ambasciatori europei a Teheran per discutere di quanto successo mentre domani a Bruxelles i ministri degli Esteri cercheranno di fare il punto della situazione e capire quale sia la strategia migliore da adottare con l’Iran.

 

Aggiornamento delle ore 18:00

Il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, ha questo pomeriggio affermato che anche l’Italia sta valutando la possibilità di far evacuare la propria ambasciata sita a Teheran. Terzi ha spiegato che prima di prendere qualsiasi decisione vuole: “approfondire con i partner europei la linea da seguire”.

di Enrico Ferdinandi

30 novembre 2011

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook