Iran: manifestanti assaltano l’ambasciata britannica

Iran. Dopo le nuove sanzioni che Londra ha imposto allo Stato islamico quest’oggi un gruppo di manifestanti iraniani ha attaccato le sedi che ospitano l’ambasciata britannica a Teheran. Dopo aver rotto i vetri dell’ingresso hanno lanciato bombe molotov, bruciato la bandiera britannica ed occupato gli edifici. Momenti di tensione per via dell’azione di alcuni contestatori che avevano preso in ostaggio sei membri dello staff diplomatico britannico
L’agenzia di stampa Fars ha poi comunicato: “La polizia ha liberato le sei persone che lavorano per l’ambasciata britannica nel giardino Qolhak”.

Questo attacco è arrivato dopo la decisione del Consiglio dei Guardiani, di una legge parlamentare che impegna il governo ad espellere l’ambasciatore britannico come ritorsione per le sanzioni che da Londra ha imposto all’Iran.
In una nota diffusa dalla Farnesina il ministro degli esteri Giulio Terzi, ha così commentato la notizia: “è assolutamente intollerabile quanto sta accadendo al compound dell’Ambasciata Gb a Teheran”. Terzi spera che “le Autorità iraniane riprendano al più presto il controllo della situazione. È un episodio molto grave che condanniamo fermamente, e per il quale esprimiamo piena solidarietà al Governo britannico”.
In un comunicato il ministero degli Esteri britannico si è detto indignato, confermando che: “C’è stata un’incursione di un significativo numero di manifestanti nelle nostre sedi dell’ambasciata, con atti di vandalismo contro la nostra proprietà. Si tratta di una situazione in evoluzione e i dettagli stanno ancora emergendo. Siamo indignati. E’ assolutamente inaccettabile e lo condanniamo”.
Ricordiamo ai nostri lettori che nelle ultime settimane la tensione tra Iran e paesi occidentali era salita ad altissimi livelli per via della “questione nucleare”, ovvero del programma iraniano che secondo fonti certe è volto alla costruzione di bombe atomiche. L’Inghilterra è stata una delle prime nazioni a prendere in considerazione questo tipo di provvedimenti, mentre l’Aiea (organizzazione dell’Onu che monitora le attività nucleari) ha deciso di attendere fino a marzo una risposta dall’Iran e solo dopo, prendere in considerazione misure più “dure”.
Non c’è da dimenticare che secondo le leggi internazionali ogni stato ha il dovere di proteggere i corpi diplomatici degli altri paesi presenti nel suo territorio. Il ministero degli Esteri inglese si è detto indignato proprio perché sperava che il governo riuscisse a riportare la situazione sotto controllo e garantire la sicurezza dei membri dello staff.
Dure condanne arrivano dagli altri paesi occidentali, primi fra tutti Russia e Stati Uniti.

di Enrico Ferdinandi

29 novembre 2011

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