Egitto al voto, Cairo: code ai seggi e proteste a piazza Tahrir

A dieci mesi dalla caduta del regime di Mubarak gli egiziani si prestano a recarsi alle urne per le elezioni del parlamento. Elezioni che sono state in dubbio fino a pochi giorni fa, difatti ancora oggi continuano le proteste dei manifestanti di piazza Tahrir (Cairo) che chiedono che il nuovo governo, formato dagli “ex generali di Mubarak” si dimetta per far si che in Egitto vi siano elezioni democratiche, trasparenti, che portino alla formazione di un governo costituito da politici eletti dal popolo.

Nonostante  come detto i violenti scontri degli scorsi giorni, dovuti dalla repressione dell’esercito che ha provocato la morte di oltre 40 cittadini in tutta la nazione, si sono recati alle urne quest’oggi molti più civili con diritto di voto di quanti si pensava. Queste elezioni, secondo gli attivisti non sarebbero che un ennesima presa in giro dell’attuale regime, che non sarebbe in grado di garantire elezioni trasparenti. Gli egiziani questa mattina però hanno dimostrato di voler partecipare attivamente alle elezioni per poter segnare un primo passo verso la rinascita del paese. Molte soprattutto le donne che si stanno recando alle urne, segno che qualcosa in effetti in Egitto pian piano sta cambiando. Favorito è il partito dei Fratelli Mussulmani, partito che per molti anni aveva lavorato “clandestinamente” per far cadere il regime di Mubarak.
Ricordiamo ai lettori di 2duerighe che i seggi hanno aperto i battenti alle ore 7:00 italiane, fin ora non sono stati segnalati problemi di sicurezza (si segnalano rigidi controlli, ad ogni cittadino vengono prese le impronte digitali), ma solo logistici. Questo è il primo di tre turni elettorali, oggi si vota in un terzo delle 27 provincie egiziane, tra cui quelle del Cairo e di Alessandria (le più popolose).

28 novembre 2011

di Enrico Ferdinandi

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