Marocco: maremoto Islam, il partito religioso moderato vince le elezioni

“Un maremoto”, così il partito islamico moderato Giustizia e Sviluppo (Pjd) ha commentato la sua vittoria dopo le elezioni di venerdì in Marocco. Il Pjd ha infatti conquistato 107 seggi su 395 e raddoppiato i parlamentari rispetto alle legislative del 2007. Istiqlal, partito del primo ministro uscente Abbas el Fassi, rimane la seconda forza politica con 60 seggi mentre lo Rni (Unione nazionali degli indipendenti) lo segue con 52. Oggi re Mohammed VI nominerà il capo del governo e Abdelilah Benkirane, leader del Pjd, festeggia questo risultato storico pur sapendo che per avere la maggioranza dovrà allearsi anche con il partito Istiqlal e formare una coalizione governativa.

E’ la prima volta che gli islamici salgono al governo in Marocco e gli occidentali temono una nuova deriva islamica che ha già conquistato la Tunisia e, probabilmente, determinerà le elezioni in Egitto. Il partito sembra comunque avere l’appoggio di gran parte degli strati sociali più poveri e promette meno corruzione e più equità sociale. In Marocco il 31 % dei giovani è senza lavoro e quasi un quarto dei 33 milioni di abitanti vive in gravi condizioni economiche. La vittoria del Pjd risponde alla necessità di discontinuità voluta anche dal Re Mohammed VI per evitare che il malcontento si trasformi in violenza sull’onda della primavera araba.

Con un referendum popolare, il 1 luglio è stata introdotta una modifica costituzionale che dà più poteri al Governo ma lascia sempre l’ultima parola al Re per quanto riguarda sicurezza, economia e religione. In molti hanno guardato queste aperture come un tentativo di limitare la possibilità di una reale riforma democratica e hanno boicottato le elezioni. “Il Marocco non ha bisogno di modifiche parziali ma di un vero cambiamento”, ha dichiarato Fathallah Arselane, il portavoce del “movimento 20 febbraio”, gruppo che guidò le proteste del Regno.

di Laura Cesaretti

28 novembre 2011

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