Ucraina: il test delle elezioni del 25 maggio

Ucraina: il test delle elezioni del 25 maggio

Vladimir Putin è riuscito nel suo intento di destabilizzare l’est ucraino filorusso. La rivolta dell’est piomba inevitabilmente il paese nel caos. Un caos in cui la responsabilità russa è schiacciante.

china-doesnt-back-russias-invasion-of-crimea--and-thats-a-big-problem-for-putinCome uscirne? Sempre più indebolito, il governo provvisorio di Kiev è impotente nell’impedire l’accumularsi di violenze che si stanno verificando nella parte orientale del paese. Tutte le città di queste regioni sono inghiottite dalla violenza politica. Una situazione che oppone i prorussi, pesantemente armati, a quello che resta dell’autorità centrale, sostanzialmente poca cosa. Nel mezzo, una popolazione senza dubbio più divisa della Crimea per i suoi sentimenti nei confronti della Russia.

L’esercito ucraino ha preso posizione intorno a uno dei bastioni prorussi, la città di Sloviansk, ma senza rischiare un bagno di sangue, non può entrarci. Gli scontri hanno raggiunto il sud e la città portuale di Odessa, sul mar nero. Venerdì 2 maggio, 34 manifestanti prorussi sono morti in un incendio provocato dai loro avversari.

I sostenitori della Russia sono stati stimolati da Mosca. Prima con il precedente della Crimea e successivamente con i propositi sostenuti da Putin a metà marzo: il presidente ha promesso di impegnare il suo esercito ovunque i prorussi saranno messi in pericolo.

Americani e Russi si sono riparlati lo scorso week end. In questo clima di violenza politica e di divisione tra l’est e l’ovest del paese, la prima misura di stabilizzazione sarebbe lasciare svolgersi regolarmente le elezioni presidenziali del 25 maggio.

Questo scrutinio è stato deciso dal Parlamento, unanimemente. Conforterebbe la legittimità del potere di Kiev. Testimonierebbe la volontà di Mosca di rispettare la sovranità ucraina e permetterebbe un dialogo tra il potere rie-leggittimato e la ribellione dell’est. Tuttavia, il Cremlino qualifica “assurdo” la tenuta delle elezioni nell’attuale caos.

La cancelliera tedesca, Angela Merkel, e il Presidente americano, Barack Obama, minacciano nuove sanzioni se lo scrutinio non potrà svolgersi regolarmente. Hanno fatto del 25 maggio una specie di prova della buona volontà di Mosca.

di Manuel Giannantonio

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8 Maggio 2014

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