Siria: Scaduto l’ultimatum, è rottura con la Lega araba

È scaduto l’ultimatum che la Lega Araba aveva imposto alla Siria al fine di avere una risposta positiva sulla fine della repressione. La risposta arrivata da Damasco è ancora una volta negativa, decisione che secondo il capo della diplomazia turca, Ahmet Davutoglu: “aumenta le preoccupazioni per la crisi umanitaria”.
Si fa sempre più papabile un intervento dei paesi occidentali per fermare una repressione che fin ora ha causato la morte di oltre 3.500 cittadini siriani. Giulio Terzi, il neo ministro degli Esteri italiano ha spiegato che: “Il principio di non ingerenza negli affari interni in questo caso non può avere un valore assoluto. Soprattutto nel caso della Siria dove si sta sviluppando la possibilità di moltiplicare in modo drammatico le spinte all’instabilità”.

Terzi ha poi sottolineato: “il disappunto in Italia per il fatto che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu non abbia potuto deliberare per le resistenze di alcuni paesi membri”.
Ricordiamo ai nostri lettori che Terzi si riferisce a Russia e Cina, le uniche due nazioni che si sono dette fin ora contrarie sia sanzioni che ad altri interventi nei confronti del regime di Assad.
Anche oggi, Liu Weimin, portavoce del Ministero cinese degli Esteri ha ribadito che per la Cina: “I problemi siriani devono essere risolti all’interno della Lega Araba”.
Mentre il portavoce del ministero degli Esteri Russo, Alexander Lukashevich, ha affermato: “In questa fase non servono risoluzioni, sanzioni nè pressione ma occorre che vi sia dialogo all’interno della Siria”.
Nel frattempo la repressione continua in Siria a mietere vittime, gli attivisti per i diritti umani hanno comunicato che tra le città di Homs, Deraa, Deir e Douma tra ieri ed oggi sono morte almeno 18 persone.
La tensione è alta anche per un altro fatto, ovvero per la morte di 6 piloti del regime di Assad uccisi ieri durante un imboscata nella provincia di Homs che secondo Damasco è stato realizzato da un gruppo di terroristi avversi al regime, azione questa che potrebbe, fa sapere il regime, dare il via ad una: “pericolosa esclation”.

di Enrico Ferdinandi  

26 novembre 2011

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